Dall’ultima ricerca dell’European Travel Commission (Etc) “Tendenze e prospettive del turismo europeo” emerge che il terzo trimestre del 2024 ha registrato un aumento del 7% degli arrivi stranieri e del 5% dei pernottamenti rispetto al 2023 su base annua e un aumento del 6% degli arrivi stranieri e un aumento del 7% rispetto ai livelli del 2019 su base annua. Un settore che rivela una performance solida, superando i dati pre-pandemia e dimostrando resilienza nonostante i venti contrari economici e le sfide geopolitiche.
La tendenza al rialzo è guidata da grandi eventi, dal miglioramento della connettività aerea – soprattutto dalla Cina – e dalla persistente domanda repressa. Mentre l’inflazione complessiva in Europa si è attenuata, l’inflazione dei servizi rimane elevata, colpendo sia le imprese turistiche sia i viaggiatori. I prezzi dei voli internazionali nell’Eurozona sono diminuiti in luglio e hanno registrato un leggero aumento in agosto, ma l’inflazione per alloggi e vacanze tutto compreso ha continuato a superare l’inflazione complessiva dei servizi.
Man mano che i viaggiatori diventano sempre più attenti al prezzo, si assiste a un notevole spostamento verso esperienze di viaggio orientate al valore. Le previsioni sono che la spesa turistica complessiva in tutta Europa aumenterà del 10,3% nel 2024 rispetto al 2023 e raggiungerà i 719,7 miliardi di euro, con l’Europa Occidentale che rappresenterà il 74% di questo totale.
Oltre la metà delle destinazioni europee segnalate hanno superato i livelli di arrivi stranieri del 2019, con quasi un terzo in aumento di oltre il 10%. Le destinazioni del Mediterraneo meridionale hanno mostrato una performance particolarmente forte, guidate da Serbia (+34%) e Malta (+32%), seguite da Portogallo e Grecia (ciascuna +19%). La Turchia (+16%) si trova ad affrontare una concorrenza crescente poiché i viaggiatori attenti al budget si rivolgono ad altre destinazioni del Mediterraneo a causa dell’aumento dei prezzi.
La ripresa è più lenta nei Paesi Baltici, in Finlandia, Romania e Slovacchia, dove i cali rispetto ai livelli del 2019 vanno dal 24% all’11%. Tuttavia, i dati su base annua in molti Paesi forniscono prospettive promettenti, suggerendo che la ripresa sta progredendo, anche se a un ritmo più lento rispetto ad altre aree. In particolare, Romania (+12,8%), Lettonia (+12,7%) ed Estonia (+10,7%) hanno mostrato aumenti sostanziali degli arrivi stranieri rispetto al 2023.
In Italia, tra le destinazioni di riferimento del turismo si conferma Taormina, capitale dell’ospitalità in Sicilia e meta principale nel Mezzogiorno. Aveva chiuso il primo semestre con una leggera flessione del 3% rispetto al 2023 (determinato dal -14% del dato concernente gli italiani) che era stato l’anno del record storico di presenze per la città, ma la Perla dello Ionio si avvia a chiudere l’anno con un ulteriore recupero importante e un dato complessivo sui pernottamenti che sarà molto vicino a quello dell’anno precedente.
Infine, osservando la performance del settore, la domanda dei viaggi aerei in Europa è aumentata del 3,4% durante i mesi estivi, nonostante le interruzioni dovute a problemi di sicurezza informatica e scioperi. È probabile che le frequenti interruzioni del traffico aereo durante l’estate – che hanno coinvolto diversi Paesi europei – abbiano frenato la ripresa in tutta la regione. Statistiche recenti hanno riportato che quasi il 40% dei passeggeri in Europa quest’estate ha subito ritardi o cancellazioni. La performance del settore ricettivo rimane forte, con il ricavo per camera disponibile (RevPAR) negli hotel europei in aumento del 5,9% su base annua. Le destinazioni del Sud e del Mediterraneo stanno registrando la crescita più elevata delle tariffe giornaliere, spinte da una domanda robusta nonostante l’aumento dei prezzi.
Questo modello suggerisce che, sebbene i viaggiatori siano più attenti al budget, sono comunque disposti a pagare per esperienze di fascia alta durante le stagioni di punta. Allo stesso modo, gli affitti a breve termine sono aumentati dell’11% ad agosto 2024 rispetto al 2023, in particolare in Francia e Italia. Questa crescita rappresenta circa 479mila unità in affitto a breve termine da agosto 2023.
Il rapporto esamina anche la crescente preoccupazione per il sovraffollamento, evidenziando la distribuzione non uniforme dei flussi turistici in tutta Europa. Sebbene l’aumento del turismo abbia influenzato positivamente le economie europee, le destinazioni popolari si trovano ancora una volta ad affrontare limiti di capacità e tensioni ambientali, in particolare durante l’alta stagione del 2024.