Il giornalista italiano Daniele Compatangelo, corrispondente dalla Casa Bianca e collaboratore di La7, è stato trovato morto nella sua abitazione di Washington DC. Secondo le prime informazioni, sul corpo non sarebbero stati riscontrati segni di violenza. Le autorità statunitensi hanno avviato un’indagine per chiarire le cause del decesso e al momento non sono stati resi noti ulteriori dettagli.
Compatangelo era tornato al centro dell’attenzione mediatica appena un mese fa per l’intervista esclusiva al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, realizzata dopo il G7. L’intervista aveva suscitato un ampio dibattito politico, in particolare per le dichiarazioni del presidente americano nei confronti della presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni. La polizia di Washington DC prosegue gli accertamenti per ricostruire le ultime ore di vita del giornalista. Al momento gli investigatori non hanno fornito indicazioni sulle possibili cause della morte.
Il cordoglio della stampa estera alla Casa Bianca
WASHINGTON (ITALPRESS) – Profondo cordoglio nel mondo del giornalismo italiano e internazionale per la morte di Daniele Compatangelo, corrispondente italiano da Washington e collaboratore di La7, trovato senza vita nella sua abitazione nella capitale statunitense. Secondo le prime informazioni diffuse dalle autorità, sul corpo non sarebbero stati riscontrati segni di violenza. Restano in corso gli accertamenti per chiarire le cause del decesso.
Gran lavoratore e volto noto della stampa italiana negli Stati Uniti, Compatangelo era conosciuto per la dedizione con cui seguiva quotidianamente l’attività della Casa Bianca. Ogni giorno iniziava il proprio lavoro nelle prime ore della notte americana, svegliandosi tra le 3 e le 4 del mattino per collegarsi in diretta con La7 durante la fascia della mattinata italiana, raccontando gli sviluppi della politica statunitense con puntualità e professionalità.
Solo un mese fa aveva firmato lo scoop dell’intervista esclusiva al presidente degli Stati Uniti, , realizzata dopo il G7, un colloquio che aveva avuto grande risonanza internazionale e acceso il dibattito politico anche in Italia.
Oltre all’attività giornalistica, Compatangelo era presidente della White House Foreign Correspondents Association (WHFCA), associazione nata per rappresentare i giornalisti della stampa estera accreditati alla Casa Bianca. Proprio la WHFCA ha espresso il proprio dolore con un messaggio diffuso poche ore dopo la notizia della sua scomparsa.
“Piangiamo la morte di Daniele Compatangelo, presidente della WHFCA e co-fondatore. Daniele era un leone a nostro nome sin dalla fondazione del nostro gruppo predecessore, dedicando tempo straordinario e passione nel sostenere un approccio più inclusivo nei confronti della stampa estera alla Casa Bianca e più in generale a Washington. I suoi successi, raggiunti in così poco tempo, riflettono l’energia sconfinata che ha riversato in questo impegno e la WHFCA sarà sempre in debito con lui per il suo servizio. Le informazioni sui funerali e sulle commemorazioni saranno comunicate non appena disponibili”.
Con la scomparsa di Daniele Compatangelo, la comunità dei corrispondenti esteri a Washington perde una figura di riferimento, apprezzata non solo per il suo impegno professionale, ma anche per il contributo dato alla tutela e alla rappresentanza dei giornalisti internazionali impegnati nel seguire quotidianamente la Casa Bianca.


