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Dubai, crollo choc del turismo: l’asse delle vacanze si sposta in Europa. Chance anche per Taormina

La guerra in Medio Oriente fa già le prime vittime e a cadere sotto i colpi dello scontro Usa-Israele-Iran è un “colosso” del turismo internazionale: Dubai. Crolla il movimento vacanziero di un città che fino a prima del conflitto faceva registrare numeri impressionanti e aveva visto arrivare 19 milioni e mezzo di visitatori da ogni angolo del mondo nel 2025. Parliamo di una realtà che è arrivata a far registrare un dato clamoroso, con un indice di occupazione delle camere d’hotel superiore all’80% in 827 alberghi. Un impressionante boom che ha avuto sinora il principale mercato di provenienza nel turismo europeo, ed in particolare in quello dell’area occidentale (4,1 milioni di visitatori) del Vecchio Continente. Inoltre, negli anni più recenti l’aeroporto internazionale di Dubai è diventato lo scalo più trafficato al mondo per passeggeri internazionali.

Tutto si ribalta e in questo mese di marzo, in pochissimi giorni, si sono verificate delle disdette del 80% negli hotel del Golfo a causa dei conflitti in corso. Il quadro da favola degli anni recenti si sta sgretolando sotto i colpi del “meccanismo perverso” che innesca la guerra. L’Iran ha risposto agli attacchi di Stati Uniti e Israele, con i missili e i droni. Ma soprattutto spingendo il fattore più devastante: la paura della gente. Il resto è una storia ormai nota di voli cancellati dalle compagnie aeree, tenendo conto che al momento non si vola nei cieli dell’area del Golfo, perché il rischio è troppo elevato per i civili.

L’Europa è stato sin qui il principale mercato di provenienza per il turismo a Dubai, rappresentando oltre il 22% dei visitatori internazionali nell’anno appena trascorso. Ma la guerra rischia di allontanare tanti turisti da Dubai e spingerli verso altre destinazioni. A maggiore ragione se la guerra dovesse davvero allargarsi e continuare nelle prossime settimane.

I turisti del Vecchio Continente guardano ora a delle destinazioni più vicine come Francia, Spagna, Grecia e Italia, con un possibile rafforzamento di mete che sono già i pilastri del turismo europeo grazie alla forte attrattività culturale, gastronomica e paesaggistica.

Dal deserto al Mediterraneo, così si disegna una diversa prospettiva che potrebbe fare da contraltare alla tendenza di questi giorni, che fa registrare tra l’altro delle disdette anche in Europa e in Italie e che arrivano per lo più dai turisti di Paesi più lontani (come quelli dell’Asia) che decidono di disdire le loro prenotazioni perché nell’area del Golfo i cieli sono deserti, i voli vengono cancellati e regna la paura.

I turisti europei potrebbero decidere di abbandonare la vacanza a Dubai per restare nei Paesi più vicini e lo scenario riguarda evidentemente anche quella che potrebbe diventare l’inattesa crescita di alcuni mercati nelle principali mete del turismo del Bel Paese, compresa Taormina, “regina” della vacanza in Sicilia e nel Mezzogiorno.

La crisi in Medio Oriente tiene, insomma, tutti in apprensione ma nel frattempo potrebbe “detonare” una nuova distribuzione dei flussi turistici nell’arco dell’anno. Soprattutto se dovessero cambiare i piani dei turisti del Nord Europeo non si escluderebbe, secondo gli addetti ai lavori, lo scenario di una crescita più sostenuta della domanda nei mesi autunnali, al di là del consueto picco estivo. Lo scenario è ancora fluido ma la tendenza potrebbe diventare questa, con un impatto significativo su quei Paesi come l’Italia che rappresentano un punto di riferimento per la vacanza nel perimetro continentale. Le prossime settimane diventano decisive per capire se in Medio Oriente si confermerà la tensione, anche al di là del conflitto di questi giorni, e se quindi inizierà il fenomeno di “migrazione” dei vacanzieri europei, che potrebbe rimodellare il quadro e innescare nuove dinamiche, oltre la concentrazione nei mesi di alta stagione e favorendo le destinazioni europee dentro un panorama che comprenderebbe l’Italia.

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