Il sindaco di Taormina, Cateno De Luca, annuncia il calendario dei suoi impegni politici in giro per la Sicilia. Allo stesso tempo De Luca anticipa anche la sua strategia politica in vista delle prossime elezioni Regionali, con l’appello trasversale ai potenziali alleati, ed un tentativo non troppo velato di provare a spaccare i due poli per la formazione di uno schieramento che – secondo De Luca – dovrebbe discostarsi dallo schema partitico “romano”. De Luca ora punta sul risultato delle elezioni Amministrative a Messina per sedersi al tavolo delle trattative con un risultato che potrebbe rilanciarlo dopo il doppio flop di Monza e delle Europee.
“Si parte con il governo di liberazione – ha detto il sindaco di Taormina -. Domani le prime tappe tra Enna, Caltanissetta e la provincia di Ragusa. Dopodomani Agrigento e Trapani. Lunedì Siracusa, Catania. Martedì e mercoledì saremo a Palermo. Un giro veloce di presentazione del progetto del governo di liberazione. Un momento per definire i primi contatti per impostare il progetto delle liste. E’ ovvio che noi non intendiamo agevolare nessuna parte politica. Andremo con chi accetterà il nostro metodo. E’ ovvio che nell’ambito dell’ambito non ho anteposto la mia persona a presidente della Regione. Non voglio fare ciò che in malo modo stanno facendo altri. Prima c’è un tema: il modello di Sicilia che vogliamo, a partire dai servizi essenziale, sanità, trasporto e gestione dei rifiuti, e tante altre cose. Su questi temi prima bisogna definire una visione e un modello. Dopo verrà l’individuazione della persona come candidato alla Presidenza della Regione.
“Ho chiesto elezioni anticipate in Sicilia e chi vuole sganciarsi dalle logiche romanocentriche e quindi di evitare di essere “schiavizzati” dalle dinamiche romane che sinora hanno mortificato la Sicilia. Liberiamoci intanto da questo schema e tagliamo il cordone ombelicale con i partiti romani. Ecco da dove inizia il confronto. Chi non accetta di liberare la Sicilia dalla schiavitù romana, non può essere alleato mio e della Sicilia e dei siciliani. Il metodo cambia, non si antepone alla candidatura alla Presidenza della Regione tutta questa impostazione”.


