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De Luca-Salvini, bufera DiMartedì. Luca e Paolo: “A money come siamo messi?”. Il sindaco risponde: “Non consento di mascariarmi” (VIDEO)

Si accende la polemica tra il sindaco di Taormina, Cateno De Luca, e i comici Luca e Paolo. Il programma DiMartedì, su La7, ha aperto la puntata del 3 febbraio 2026 con la consueta copertina di Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu. Al centro di una gag la recente passeggiata a Letojanni del Ministro Matteo Salvini e l’incontro con De Luca, con il relativo confronto sui danni provocatori dal Ciclone Harry in Sicilia.

“Due uomini dello Stato, un sindaco e un ministro discutono di come aiutare la popolazione colpita dal Ciclone e, passeggiando in favore di telecamera, abbiamo visto una scena in cui De Luca chiedeva “….A money come siamo combinati…” e Salvini a quel punto rispondeva chiedendo se fosse stata fatta una conta dei danni. A quel punto De Luca ha detto 2 miliardi e mezzo e Salvini ha risposto “…ehhhh…”. Ma è così che si stima un danno? Due miliardi e mezzo sono troppi? Vabbè togliamo Niscemi e facciamo 2 miliardi…. E’ così che si cerca di risolvere un problema? Non c’è fotografia migliore del Paese. Questo video andrebbe fatto vedere nelle scuole, farlo vedere agli studenti per fargli capire come non devono diventare”. Queste le parole di Luca e Paolo.

“Non accetto di essere mascariato con palesi falsità e schifose allusioni su La7. Evviva la satira, evviva Luca e Paolo. Ma… a tutto c’è un limite. Non sono un delinquente da tenere lontano dai banchi di scuola”, replica De Luca.

Il sindaco di Taormina ha inviato una lettera al conduttore di “DiMartedì”, Giovanni Floris.

“Ieri sera, nella sua trasmissione DiMartedì su La7, sono stato bersaglio del duo comico Luca e Paolo. Evviva la satira, evviva Luca e Paolo. Ma… a tutto c’è un limite: non accetto di essere mascariato su falsità e imprecisioni, perché all’interno di una trasmissione che fa informazione non è accettabile l’approssimazione. Non è la prima volta che Luca e Paolo mi prendono di mira. Sono sicuro che non gli starò molto simpatico, ma del resto ci sta… Cateno De Luca o lo ami o lo odi. Nel goffo tentativo di sfottermi – e ora le spiego perché non regge il parallelismo con Salvini -, per fortuna si è parlato del ciclone Harry. Una catastrofe passata quasi nell’indifferenza dei media nazionali”.

“Perché se non fosse stato per il video dell’onda anomala a Santa Teresa di Riva e poi per il video con la richiesta di money a Salvini, le grandi televisioni nazionali e i programmi blasonati avrebbero continuato a ignorare questa emergenza o a trattarla con estrema sintesi e superficialità. Ripeto: accetto la critica, ancor di più se fatta da due comici. Ma devo necessariamente segnare una linea di demarcazione tra me e Salvini”.

“Intanto, Floris, la conta dei danni che ho fatto a Salvini non è frutto di sogni o fantasia, ma di studio e approfondimento delle carte di chi notte e giorno sta in trincea tra la gente. E devo correggere una vostra imprecisione: quel video non è del giorno dopo, ma è stato fatto dieci giorni dopo. Dieci giorni che ho trascorso studiando le carte e le prime stime che erano già state fatte dal Dipartimento regionale della Protezione civile. Numeri che oggi sono confermati anche dalla Regione Siciliana e dal Dipartimento nazionale di Protezione civile. Nella giornata odierna anche Il Sole24Ore ha aperto il giornale con il seguente titolo: “Ciclone Harry, due miliardi di danni. In ritardo il decreto aiuti per le imprese”.

“Mi auguro adesso che nella prossima puntata della sua trasmissione si possa precisare che “Cateno De Luca aveva ragione in merito alla conta dei danni causati dal ciclone Harry”. Aggiungo che la richiesta di money al governo serve a fronteggiare velocemente la drammatica emergenza del Ciclone Harry, che vi invito a vedere con i vostri occhi venendo a Taormina-Mazzeo, dove faccio il sindaco, oppure a Santa Teresa di Riva, comunità dove in passato ho fatto il sindaco: entrambe duramente colpite e messe in ginocchio dal ciclone Harry. Magari potreste fare proprio lì, tra le macerie di strutture rase al suolo dal ciclone, la prossima puntata di DiMartedì o il prossimo sketch comico di Luca e Paolo”.

“Noi vi aspettiamo a braccia aperte – conclude De Luca – perché, nonostante tutto, i siciliani sono un popolo accogliente anche nei confronti di coloro che non perdono occasione di mascariarli. Al netto delle imprecisioni dette nella sua trasmissione e dei vari goffi sfottò, non posso accettare però l’ultimo inciso dello sketch di Luca e Paolo: sicuramente non sono un modello da emulare, ma non sono un uomo disonesto da tenere lontano dai banchi di scuola. Non permetto a nessuno di poter insinuare una cosa del genere. Spero, caro Floris, che possa ospitarmi nella sua trasmissione per consentirmi di contestualizzare lo spezzone di quel video, che fa parte di una narrativa complessiva di oltre dieci minuti. Io ho rappresentato le esigenze del territorio e vi ringrazio per questa ulteriore occasione che mi avete regalato per poterlo ribadire con forza, pur dovendo subire l’amarezza di una buona satira fatta però su un argomento tragico che merita sempre attenzione e rispetto”.

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