Giuseppe Conte ha scelto ormai da tempo di puntare sulla candidatura di Giuseppe Antoci per le prossime elezioni Regionali in Sicilia. L’ex premier sa che il PD non ha un candidato competitivo da mettere in campo per compattare il fronte del campo largo contro il centrodestra. E allora ha ormai preso quota la soluzione che porterebbe alla scalata a Palazzo d’Orleans dell’europarlamentare ed ex presidente del Parco dei Nebrodi. Una figura apprezzata in tutto il centrosinistra e anche oltre quel perimetro politico per le sue battaglia sulla legalità e nel campo dell’antimafia, che lo ha visto anche subire un attentato.
Ma sulla strada dell’asse Conte-Antoci c’è il tentativo in atto dell’attuale sindaco di Taormina, Cateno De Luca, di conquistarsi lui la candidatura alla Presidenza della Regione. Dopo averci provato nel 2012 e poi nel 2022, De Luca vuole riprovarci ed è partito in largo anticipo, alla sua maniera, con una strategia che punta a spaccare i due poli e l’odierno scacchiere politico, per poi raccogliere i cocci e mettere insieme trasversalmente i pezzi in quello che ha definito un “governo di liberazione”. Il tentativo di De Luca, non semplice, è quello di sfuggire alle dinamiche romane e di giocare d’anticipo per cercare di evitare quelle che poi sono puntualmente le direttive impartite dalla capitale, di andare al voto con le solite alleanze consolidate.
De Luca sa che per arrivare ad una sua candidatura con il centrosinistra o almeno con alcuni pezzi di quell’area deve prima provare ad arginare l’avanzata di Antoci. E qui la strategia è già partita da tempo. In tal senso il leader di Sud chiama Nord ha lanciato il suo “fedelissimo” Danilo Lo Giudice sulle tracce di Nuccio Di Paola, che è già stato candidato alla Presidenza nel 2022 e ambisce pure lui alla nomination per Palazzo d’Orleans. In sostanza, l’idea deluchiana è quella di “stimolare” l’antagonismo di una competizione interna al M5S tra Antoci e Di Paola, e di stringere con l’attuale coordinatore del M5S in Sicilia un patto che alla fine potrebbe portarlo a convergere proprio su Cateno De Luca. Ma soprattutto De Luca vorrebbe convincere Conte, attraverso figure a lui vicine (come Di Paola), che Cateno De Luca può essere interlocutore affidabile e che, di riflesso, dovrebbe essere presa in considerazione una sua leadership nel campo largo alle Regionali con il sostegno dei pentastellati. Ecco perché “fidelizzare” il rapporto con Di Paola diventa fondamentale per il capo di Sud chiama Nord.
Molto dipenderà anche da come finirà la storia delle Primarie che quattro anni fa divisero PD e M5S: si faranno? Oppure la scelta passerà per via diretta da un accordo politico?
I prossimi mesi diventeranno indicativi per capire come si svilupperanno le dinamiche su questo fronte, tenendo conto che De Luca sta mettendo pressione per guadagnare campo nel centrosinistra e sta intensificando il suo pressing per accreditarsi politicamente e per rallentare la corsa di Antoci. Ecco perché sarà interessante vedere quale sarà la posizione di Di Paola, che già qualche tempo fa non aveva nascosto le sue perplessità sull’opportunità di fidarsi davvero di De Luca: “C’è un discorso di credibilità nei confronti dei siciliani e te l’ho detto più volte. Questi giochini non funzionano. Non ho nulla per cui vedermi con Lo Giudice. A De Luca abbiamo dato l’opportunità di arrivare secondo nel 2022…”. Così si era espresso a dicembre del 2025 Di Paola.
Lo stesso Di Paola aveva aggiunto un altro passaggio significativo: “Forze politiche nazionali come Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi Sinistra chiuderanno sempre le porte a partiti che in altre regioni o in alcuni territori sono il centrodestra e poi vogliono stare non so con chi altro. A De Luca la domanda l’ho fatta alla sua convention a Palermo di “Ti amo Sicilia”, gli ho chiesto lì con chi voleva stare. Gli ho detto “scegli” e poi l’ho visto in foto con Schifani a dire che “Schifani è il padre nobile”, in Calabria ha appoggiato Occhiuto, presidente di centrodestra e quindi alle Regionali era con loro. La politica è fatta di scelte”. Poi De Luca ha smentito di aver mai detto che “Schifani è un padre nobile” e ha rassicurato che ora il suo obiettivo è quello di “far perdere il centrodestra in Sicilia”. Basterà per mettersi d’accordo con il M5S e per convincere Di Paola che tra Cateno e il campo largo stavolta è “amore vero”?


