TAORMINA – Marzo è da sempre il più “pazzo” dei mesi, lo dicono i poeti, lo ribadiscono i metereologi e lo conferma TN24. La condizione si sposa idealmente con Taormina, dove il cielo è ancora instabile e piove sul bagnato di una città abbandonata da chi dovrebbe amministrarla. L’eterna bellezza e i paradossi del Ducato, due sindaci in carica qui come in nessun altro posto in Italia, ma nessuno di loro si occupa delle cose ordinarie che rappresentano l’essenziale della vivibilità quotidiana.
Una cartolina eloquente e impietosa (non è la prima) ce la regala la domenica del 22 marzo 2026. Il sindaco eletto di Taormina, Cateno De Luca, è in “tour” ad oltranza, fuori città, per le elezioni Amministrative che segnano uno spartiacque per il futuro del suo partito e possono diventare un nuovo trampolino di lancio per le sue ambizioni politiche palermitane. De Luca corre, arremba, gira e sgasa tra Messina, Milazzo e Barcellona, mentre la sua presenza a Taormina si riduce e si restringe al “lunedì del sindaco”, appuntamento settimanale ad incastro con le varie incombenze provinciali ed extra. Un salto al palazzo, il tempo di fare il punto con il “fedelissimo” alter ego Brocato e di aggiornarsi sulla situazione. Il saluto ai “devoti” di Giunta e Consiglio, qualche blitz di contorno, la foto ricordo con dedica per gli “allocconi” del pianeta social. Un bacio ar fontanone e arrivederci Roma. Alla prossima puntata.
Stavolta De Luca confeziona l’ormai immancabile “delucata” social della primavera elettorale con un video in cui passeggia nella Tirrenica a Barcellona Pozzo di Gotto al fianco della sua candidata a sindaco e, per sottolineare che da quelle parti le strade hanno problemi, finge di cadere per colpa di una buca, con tanto di infortunio simulato. Una provocazione, insomma, che se fosse una partita non politica ma di pallone ricorderebbe il crollo di Bastoni davanti a Kalulu, o i tuffi “olimpionici” del Cuadrado dei bei tempi.
Ci sarebbe da farsi una bella risata per la simpatica goliardata, se non fosse che nel frattempo il nostro caro sindaco De Luca è in carica a Taormina e prima di Barcellona dovrebbe magari preoccuparsi delle buche della “sua” città. Come i “crateri” di Trappitello, visibili e soprattutto pericolosi per chi percorre la Via Francavilla, la strada principale della frazione. Davanti poi alle scuole elementari e medie c’è una collezione di buche che sembrano una riedizione delle stazioni del gioco dell’Oca. In un Comune che ha 40 milioni in cassa che ci vorrà mai a rattoppare qualche buca? Ora si dirà, ad esempio, che sulla Via Francavilla c’è di mezzo la competenza che è di Anas, trattandosi di strada statale SS185, ma il Comune la sua parte la può, anzi la deve fare, interloquendo, sollecitando e agendo lì dove ovviamente ha titolo per farlo. Di certo, si è già visto che per risolvere i problemi, grandi e piccoli, le sinergie si trovano, se c’è la volontà di metterle in campo, con solerzia ed efficacia. Dedizione e buon senso.
Quindi, bene che si intervenga intanto in centro città, come adesso farà il Comune a monte nella Via Von Gloeden ma poi, a valle, esistono pure le periferie, come Trappitello che ormai ha più abitanti di Taormina centro. Senza dimenticare Mazzeo. Mica si vorrà dare fiato alle trombe di quelli che hanno amministrato la città e se ne sono sbattuti per 20 anni di sistemare buche e voragini, e che però oggi potrebbero riemergere dall’oltretomba politico per dire: e dopo di noi, negli ultimi tre anni, cosa è cambiato?
Vabbè, ci sarà di certo già qualche “cronoprogramma” già pronto per i lavori. Ma con calma, in fondo le elezioni da queste parti sono ancora lontane. Eppure, proprio le buche di Trappitello non vengono notate nemmeno dagli amministratori che ogni giorno portano i loro figli a scuola. “Nessun dorma”, cantava Luciano Pavarotti. “Nessun veda” o “nessuno osi fiatare”, si recita a Palazzo dei Giurati, dove si sa che assessori e consiglieri contano politicamente in questa stagione più o meno come i soprammobili nella casa di Ken e Barbie.
Tra l’altro, le buche di Trappitello sembra non vederle nemmeno l’altro sindaco (non eletto) in carica. Il co-sindaco Massimo Brocato, a differenza di De Luca, non va in tour. E’ onnipresente, attento e iperattivo nelle stanze del palazzo, tuttavia fuori da lì non è pervenuto. All’esterno del municipio il co-sindaco diventa “The Invisible Man”. Non lo si incontra quasi mai. Eppure sarebbe importante farsi vedere, anche perché ormai i taorminesi lo sanno chi comanda e si sono abituati al fatto che oggi è lui il sindaco che si sta occupando di Taormina. In pratica più sindaco del sindaco ufficiale, se guardiamo a quanti giorni trascorre al Comune, a quanti iter sovrintende, quante delibere e determine ispira o prepara, e a come “telecomanda” assessori, consiglieri e uffici.
Insomma, a Taormina c’è una sorta di conduzione ibrida, in modalità “Full Hybrid”, come le vetture che abbinano un motore termico a uno elettrico, e tuttavia poi questo sistema avanzato a trazione monocolore s’ingrippa. Sarà colpa dei “cronoprogrammi”. E l’auto si ritrova a doversi affidare al solito pilota automatico, quello che non tradisce. La bellezza dei luoghi simbolo, con l’impegno degli operatori economici, a compensare l’inadeguatezza della governance del Ducato. Con qualche toppa, non di rado, che su errori e scempi vari siamo costretti addirittura a metterla noi (vedi Villa Comunale e Isola Bella, e altre prima ancora).
Morale della favola: bisogna occuparsi dei problemi di Taormina. Delle buche nelle strade della Tirrenica o di Messina – senza offesa per nessuno – non ce ne frega un fico secco. Anziché concentrarsi sull’a-b-c di Barcellona, si deve pensare all’a-b-c di Taormina. Meno gite fuori porta, più amministrazione del territorio. Qui, non altrove.


