Cateno De Luca è sempre più lanciato verso la sua terza candidatura alla Presidenza della Regione. L’obiettivo è quello a cui non ha mai rinunciato nemmeno per un istante, anche quando parlava – bleffando – di scenari alternativi da “vicepresidenza”. Il nuovo assalto alla prima poltrona di Palazzo d’Orleans, dopo quelli del 2012 e del 2022, è nei fatti e sta prendendo forma. In un modo o nell’altro, al netto di chi saranno poi i compagni di viaggio, De Luca ha un solo orizzonte in testa e ha già deciso da tempo di scendere in campo per la contesa alla successione di Renato Schifani.
Eloquenti le parole dell’attuale sindaco di Taormina dopo la sua convention di sabato sera a Messina: “Coraggio, lucida follia, competenza e conoscenza della pubblica amministrazione. Ecco le caratteristiche che dovrà avere il prossimo sindaco di Sicilia”. Di fatto De Luca non fa nomi, ma non ci sono (e non c’erano mai stati) dubbi sull’identikit del candidato al quale si riferisce: Cateno De Luca, lui e nessun altro. Non farà passi indietro sul centrodestra che sta andando in frantumi, altrettanto improbabile è l’idea che possa lasciare spazio ai pretendenti del centrosinistra, dove ha già attaccato la candidatura di Ismaele La Vardera, ora lavora ai fianchi del PD e sa già che i 5 Stelle (Giuseppe Conte in primis) vorrebbero puntare su Giuseppe Antoci. L’elemento di sintesi della strategia deluchiana, non a caso, è il suo tentativo di spaccare i due fronti e raccogliere pezzi (vedi ad esempio DC) dello scacchiere per puntare ad un’intesa sulla propria candidatura. Il resto lo faranno le imminenti elezioni Amministrative di maggio a Messina, che in caso di possibile (anzi probabile) affermazione del candidato di De Luca, Federico Basile, sono destinate a tradursi nel rampolino politico di rilancio dell’Imperatore del Nisi, pronto a scrollarsi di dosso i fantasmi delle Europee e a catapultarsi in direzione Palermo. Poi ci saranno, in un presumibile election day bis, le Regionali e le Politiche, dove De Luca vorrebbe fare il “guastafeste” nel’incerta partita nazionale per i Collegi del Senato. La Sicilia avrà il suo impatto sull’esito delle Politiche e De Luca proverà a trattare sulle alleanze, con accordi omnicomprensivi della sua candidatura alla Presidenza della Regione.
In questo groviglio di desideri, tatticismi e alchimie politiche varie, s’inserisce anche Taormina e la sindacatura, che ormai è scivolata da un pezzo in secondo, terzo e quarto piano nei pensieri di De Luca. A Taormina il ritorno alle urne è previsto nella primavera del 2028 ma non è per niente detto che poi sia questo il momento in cui si voterà. De Luca gira la Sicilia ed è già in campagna elettorale adesso. Le elezioni Amministrative 2026 sono il warm up per le Regionali. Il voto a Giardini Naxos può facilitare i piani per le Comunali a Taormina e non a caso il candidato di De Luca, Salvo Puccio, corre per la sindacatura ma, sullo sfondo, sta pure trattando anche alcuni accordi che riguardano Taormina, persino con qualche “prigioniero” politico taorminese che si sarebbe già consegnato al nemico (ora non più nemico), De Luca. E nella Tirrenica, le Comunali servono a Sud chiama Nord soprattutto in vista delle Regionali, per portare fieno in cascina al pienone che De Luca punta a raccogliere nella provincia di Messina, non solo sulla Ionica ma anche dall’altra parte.
Per le Regionali, in teoria, si dovrebbe votare nell’autunno del 2028, in coincidenza pure con le prossime Politiche. Ma tutto porta nella direzione di un voto anticipato nella primavera del 2028, se non addirittura a ottobre di quest’anno se Giorgia Meloni dovesse decidere di chiudere subito la legislatura dopo la sconfitta al Referendum, per non farsi logorare e per presentarsi alle urne con il suo partito Fratelli d’Italia ancora accreditato del 30% nei sondaggi. Mettiamoci che in Sicilia l’attuale centrodestra sembra al capolinea, si va verso il No alla ricandidatura di Renato Schifani e all’orizzonte ci sono già altri nomi, come i due forzisti Giorgio Mulè e Marco Falcone, la meloniana Carolina Varchi e il leghista Luca Sammartino.
De Luca vorrebbe portare Taormina al voto anticipato, come ha già fatto a Messina, per concentrarsi poi sulla sua partita delle Regionali. Lo ha fatto ora e anche nel 2022 quando era lui sindaco di Messina. Ma il gioco degli incastri è tutto da capire e da vedere. Al momento non si può andare oltre la pura sfera delle ipotesi, perché regna sovrana l’incertezza totale su quando si voterà per le Regionali e le Politiche. Inoltre non sarebbe prevista ad oggi neppure una tornata elettorale immediata per l’autunno 2026 in Italia. Così come sarebbe altrettanto complicato immaginare il voto a Taormina nella primavera del 2027 se nel frattempo dovesse essere individuata quella stessa finestra per l’election day di Roma e Palermo. In definitiva, De Luca è entrato da tempo (molto tempo) nell’ordine di idee di poter lasciare Taormina anche prima della naturale scadenza del suo mandato, se sarà possibile e per concentrarsi a pieno sulle Regionali, ma non ha nessuna intenzione di far coincidere le Comunali con le Regionali.
La data delle prossime Comunali a Taormina ad oggi è un enigma fatto di tanti “se” e “ma”. E lo scenario avrà tante variabili sulla direzione in cui si incamminerà poi la sfida. Il malcontento che c’è in città verso De Luca e la sua Amministrazione è un fatto acclarato, poi si vedrà quanto (e se) inciderà davvero, ma bisognerà vedere chi si presenterà dall’altra parte, perché i vari, attuali, candidati a sindaco che vorrebbero farsi avanti nell’area anti-deluchiana, fiaccati e svuotati da tre anni di letargo politico, hanno possibilità di ribaltare la situazione, e quindi di vincere, prossime allo zero per cento. De Luca, in ogni caso, vorrà “teleguidare” lui il suo futuro candidato sindaco. Anche i potenziali “eredi” di casa De Luca a Taormina, d’altronde, sono candidati deboli e privi della caratura per fare il sindaco in un posto come la Perla dello Ionio. Una storia è stata la candidatura di Scateno in prima persona, un altro capitolo sarà quella di un surrogato. Questo lo sa bene anche l’attuale sindaco di Taormina.
E allora la lunga corsa per le Regionali è già partita da un pezzo e forse s’avvia verso i nastri di partenza pure la volata per Taormina. La parola d’ordine é una: non dare niente per scontato. E fare attenzione alle sorprese.


