C’era una volta la pax e c’è di nuovo la guerra totale e stavolta è quella finale. Cateno De Luca torna all’attacco di Renato Schifani e dopo aver invitato nelle scorse ore il Presidente della Regione ad “andare in pensione”, oggi torna in aula all’Ars e tornare a sgasare contro il governatore.
“Purtroppo il Presidente Renato Schifani si è rivelato un dilettante allo sbaraglio”, afferma De Luca. “Gli ho dato dei consigli, non richiesti, che lui non ha inteso applicare. Gli avevo detto di stare attento al suo cerchio magico, perché lo avrebbero portato a sbattere. Il 30 dicembre 2024, in conferenza stampa, esortai Schifani a fare il padre nobile del centrodestra. Qualcuno dell’opposizione ha strumentalizzato quella mia frase, come se avessi chiesto a Schifani di fare il mio padre nobile. No, io gli avevo chiesto di volare alto, visto che era stato la seconda carica dello Stato e quindi gli avevo chiesto di fare attenzione ai suoi capi tribù”.
E qui De Luca si è soffermato sulle vicende dell’UDC, “orfano” di Totò Cuffaro e che il leader di Sud chiama Nord, sta cercando di portare dalla propria parte per le prossime elezioni Regionali. Ed ecco l’attacco a Schifani: “Quando c’è stato il repulisti, che all’improvviso e anche in un modo da dilettante allo sbaraglio, ha esercitato verso i colleghi di Giunta della DC, ho avuto modo di ribadire la sua contraddizione. Li ha fatti fuori, senza che fossero attinti da nessun provvedimento giudiziario, dopo qualche settimana si è accorto che aveva sbagliato, ha reso disponibili alcuni sottogoverni per mantenere un mezzo impegno politico. Io non ho accettato di fare lo sciacallo, noi non abbiamo accettato di entrare in Giunta e siamo responsabili di questa fase di stallo”.
“Questo governo fa pena e si andrà a votare a ottobre. Ormai questa maggioranza è al capolinea. Non passeranno più altri provvedimenti”, ha concluso De Luca.


