Continuano le aggressioni alle Forze dell’Ordine e arriva una dura presa di posizione del sindacato di Polizia, COSAP (Coordinamento Sindacale Appartenenti Polizia), a seguito dei gravi disordini e delle inaccettabili violenze di martedì scorso a Udine, che hanno portato al ferimento di diversi agenti delle Forze dell’Ordine.
“Chi aggredisce le forze dell’ordine è un terrorista”, afferma in una nota, senza fare giri di parole, il segretario generale del Cosap, Sergio Scalzo.
“Quanto accaduto a Udine è un oltraggio allo Stato e una vergogna nazionale – spiega Scalzo -. Mentre l’Italia piange i colleghi barbaramente assassinati nel Veronese, altri otto poliziotti dei Reparti Mobili di Padova e Bologna sono finiti in ospedale, vigliaccamente aggrediti durante un corteo pro Palestina, mentre allo stadio si disputava Italia–Israele. Un’altra notte di violenza. Un’altra trappola, studiata e mirata contro chi indossa una divisa per garantire sicurezza, ordine e libertà a tutti i cittadini. Il COSAP dice basta. Non possiamo più assistere in silenzio al massacro sistematico delle Forze dell’Ordine, lasciate sole davanti a gruppi organizzati di delinquenti ideologizzati che si nascondono dietro il paravento del diritto di manifestare”.
“Manifestare non significa odiare, distruggere, colpire. Chi usa la piazza per aggredire lo Stato non è un manifestante: è un nemico della democrazia. Dall’inizio dell’anno oltre 350 agenti feriti. Non è più una questione di ordine pubblico: è una guerra non dichiarata contro lo Stato e i suoi servitori. Stiamo assistendo a una deriva violenta e pianificata, con falsi “attivisti” che agiscono con l’unico scopo di seminare caos, destabilizzare il Paese e colpire il Governo. Il COSAP denuncia con forza una situazione di ordine pubblico ormai fuori controllo e chiede al Governo di intervenire immediatamente con nuove regole d’ingaggio chiare, forti e inequivocabili per gli operatori di Polizia. Serve un decreto legge urgente che introduca il reato di terrorismo per chiunque aggredisca le Forze dell’Ordine o assalti edifici pubblici nei servizi di ordine pubblico. Questo cancro sociale non può essere curato con parole o palliativi: servono leggi forti, strumenti adeguati e pene esemplari”.
“Il Governo deve agire subito per proteggere chi protegge. Ogni esitazione, ogni rinvio, è una resa di fronte alla violenza. Quando si colpisce un poliziotto, si colpisce lo Stato, la democrazia, la libertà di tutti. Chi aggredisce la divisa aggredisce l’Italia. Basta con le dichiarazioni di circostanza e la solidarietà di facciata dopo ogni aggressione. Servono azioni immediate, pene certe e regole operative efficaci, che consentano agli agenti di difendersi e difendere i cittadini senza essere criminalizzati. Chi indossa una divisa non può continuare a essere mandato al macello in nome di un “diritto di manifestare” ormai degenerato in violenza, odio e disprezzo verso lo Stato. La misura è colma. È finito il tempo delle mezze parole e delle ipocrisie. L’Italia deve scegliere da che parte stare: con chi difende la legge, l’ordine e la libertà, o con chi li calpesta”.
“Il COSAP è, e sarà sempre, dalla parte delle donne e degli uomini in divisa, servitori dello Stato che ogni giorno rischiano la vita per difendere quella di tutti”, conclude Scalzo.


