“Il tempo dell’attesa e del silenzio è finito”. E’ il messaggio, eloquente e che declina il senso di una sfida, lanciato nelle scorse ore da Sonia Alfano agli Stati Generali di Controcorrente. La figlia di Beppe Alfano, giornalista ucciso dalla mafia, già prima donna presidente della commissione antimafia del Parlamento europeo ed oggi esponente di punta del movimento guidato da Ismaele La Vardera, non fa mistero della forte convinzione che Controcorrente possa rappresentare la forza politica in grado di scardinare gli equilibri in Sicilia. L’orizzonte è tracciato ed è quello delle Regionali 2027.
La Vardera avanza nei sondaggi, cresce nei consensi e ha già messo in chiaro che non arretrerà sulla sua candidatura alla Presidenza della Regione. Tra i suoi principali alleati, a sostenerlo e spingerlo, nella corsa al Palazzo d’Orleans, c’è proprio Sonia Alfano.
“Quando mio padre è stato ucciso dalla mafia – spiega Sonia Alfano -, avevo due scelte davanti a me: farmi sommergere dal dolore, oppure alzare la testa e trasformare quella rabbia in forza. Ho scelto di lottare. Ho portato quel dolore nei corridoi di Bruxelles creando la prima Commissione Antimafia europea, l’ho portato a Washington confrontandomi con l’amministrazione Obama. Perché la nostra è la terra che ha esportato un modello di contrasto alla criminalità riconosciuto in tutto il mondo”.
“Veniamo da una Sicilia stanca di sentirsi dire che non cambierà mai nulla, stanca di vedere i propri figli costretti a fare le valigie per costruire un futuro altrove, stanca di rassegnarsi a burocrazie e vecchie logiche di potere – sottolinea Alfano -. Ma il tempo dell’attesa e del silenzio è finito. Da Agrigento, dopo queste due straordinarie giornate degli Stati Generali di Controcorrente, riparte la voglia di riscatto e di libertà della nostra gente”.
“Non aspettiamo che sia qualcun altro a fare la storia: noi siamo il cambiamento che cerchiamo. Corriamo, insieme, per liberare quanto prima questa terra”, aggiunge Sonia Alfano.


