“Hanno fatto notte per trovare l’accordo sulla legge elettorale. Danno l’anima per le riforme per salvare i politici dalle inchieste. Continuano però a chiudere gli occhi davanti a lavoratori sfruttati e sottopagati. Da Nord a Sud. Se non sono invisibili è solo grazie alle inchieste della tanto demonizzata magistratura, come nel caso dell’ultima inchiesta della Procura di Milano sul caporalato che colpisce i rider che diventano schiavi di un algoritmo che decide tempi, compensi da fame e perfino la loro “reputazione”. Così Giuseppe Conte, presidente dei 5 Stelle.
“Decine di migliaia di lavoratori in tutta Italia pagati fino al 90% in meno rispetto alla soglia di povertà e ai livelli della contrattazione collettiva. Non possono esistere zone franche per i diritti”.
“Durante il Conte II varammo un primo pacchetto di norme per contrastare lo sfruttamento dei ciclofattorini, riconoscendogli le tutele Inps e Inail e un argine alla falsa autonomia, vietando quindi il cottimo. Da lì bisogna ripartire, rafforzando controlli e strumenti, perché la tecnologia non può essere un paravento per tagliare i salari e la dignità”, evidenzia l’ex premier.
“Serve una risposta chiara: una legge sul salario minimo legale, che garantisca una soglia inderogabile sotto cui nessuno può scendere e metta fuorigioco i contratti pirata, è un primo, fondamentale passo. Il Governo si confronti con noi per trovare soluzioni concrete per mettere fine, una volta per tutte, allo sfruttamento travestito da progresso”, conclude Conte.


