La Regione Siciliana annuncia ufficialmente l’avvio di un dialogo con l’Europa per provare a far sospendere la direttiva Bolkestein, che dovrebbe entrare in vigore dal 2027 e manderebbe in gara le aree oggetto di concessioni balneari. Una questione che diventa un bivio cruciale in Sicilia dove il Ciclone Harry del 19-20-21 gennaio scorso ha devastato oltre 100 km di litorale nel versante ionico e ha flagellato lidi e stabilimenti dell’industria turistica isolana.
“Sono in corso interlocuzioni della Regione con la Commissione Europea, per valutare la possibilità di accesso al Fondo di solidarietà e ottenere eventuali deroghe alle normative di settore, come la direttiva Bolkestein”, fa sapere la Presidenza della Regione.
I balneari chiedono garanzie ed in particolare lo slittamento della Bolkestein al 2033. Lo spostamento in avanti di qualche anno viene considerato una condicio sine qua non per la ripartenza, perché nessuno pensa di ricostruire e impegnare risorse economiche su uno spazio che poi il prossimo anno potrebbe andare in gara e passare di mano ad altri.
La Direttiva Bolkestein (2006/123/CE), ricordiamo, è una norma dell’Unione Europea, recepita in Italia, che mira a liberalizzare il mercato dei servizi, determinando – secondo gli intendimenti dell’UE – un quadro che andrebbe a “favorire la concorrenza e semplificare le procedure”. La Bolkestein sin qui impone la messa a gara delle concessioni pubbliche, incluse quelle balneari e ambulanti, vietando i rinnovi automatici per garantire maggiore apertura al mercato.
Le prossime settimana saranno indicative per capire quale sarà lo scenario rispetto alla richiesta di una deroga che verrà avanzata dalla Regione Siciliana e quindi anche dal Governo nazionale. L’Europa farà muro o darà un’apertura?


