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Ciclone in Sicilia, l’esperto di StrettoMeteo a TN24: “Ecco lo scenario che si prospetta” (VIDEO)

Un Ciclone Afro-Mediterraneo si avvicina alle coste della Sicilia e le previsioni sembrano prospettare una situazione di estrema emergenza sulle coste delle province di Messina, Catania e Siracusa, che potrebbero essere investite da fenomeni di eccezionale intensità.

Facciamo il punto della situazione sul Ciclone in Sicilia con una intervista del direttore di TaorminaNews24, Emanuele Cammaroto, ad un esperto di rischi naturali ed antropici, meteo e climatologia: il direttore di Strettometeo.it, Salvatore Filloramo. GUARDA IL VIDEO

“Le mappe, i centri di calcolo in questi giorni avevano pronosticato una situazione insidiosa che sta per concretizzarsi, purtroppo direi, per la Sicilia Orientale, in quanto questo profondo minimo depressionario andrà a collocarsi tra lunedì e martedì, tra la Tunisia ed il Canale di Sicilia, ed innescherà dei forti venti direi tempestosi e di Levante-Scirocco, i quali spireranno su un “fetch”, che è la distanza del mare sulla quale, appunto, questo vento va a spirare di oltre 700-800 km di distanza”.

“Tutto ciò sarà determinante per generare onde che potenzialmente potrebbero anche essere alte dinanzi la costa della Sicilia orientale, addirittura tra i 6 e i 7 m e qualcosa in più addirittura tra Catania e Siracusa, quindi i settori i costieri prossimi ovviamente. Capite bene che queste onde sono potenzialmente critiche, soprattutto per quei settori costieri dove insiste il fenomeno dell’erosione costiera. Adesso noi ci ritroviamo dei tratti con poco spazio per raccogliere queste onde e quindi i danni alle infrastrutture antropiche sono abbastanza prevedibili. Mi auguro ovviamente di no, però le carte dicono questo”.

“Si parla di un Medicane ma su questo devo fare una puntualizzazione perché i cicloni tecnicamente possono essere anche fraintesi come quelli che si sviluppano in America, nei Paesi tropicali. No, assolutamente no. Qui non è un Medicane, è un minimo depressionario che avrà caratteristiche extratropicali, questo vuol dire che sarà particolarmente profondo, quello che determinerà questa pesante ondata di maltempo sarà il divario pressorico e il divario barico che si verrà a creare tra i Balcani e il minimo depressionario stesso che è per l’appunto quello che innesca il vento. In sostanza, non è tanto il fenomeno in sé, bensì questa differenza di pressione che sarà determinante per questi venti. Aggiungerei anche che purtroppo l’orografia della Sicilia influisce e enfatizza questi fenomeni. Quindi, oltre al vento e alle mareggiate dobbiamo aggiungere anche le piogge che potrebbero essere davvero insistenti e forti in prossimità dei paesi etnei. Qui addirittura i modelli matematici ipotizzano a fine evento – e lo prendiamo ovviamente con la dovuta prudenza questo dato – addirittura 500-600 mm di pioggia. Capite bene che è quasi l’acqua che cade in un anno in 3 giorni. Quindi è un quadro che fa preoccupare sia dal punto di vista atmosferico e meteomarino e aggiungerei anche la quota neve sull’Etna che potrebbe addirittura attestarsi tra 1300 e 1400 mt, quindi metri di neve sull’Etna. Di conseguenza si prevedono possibili emergenze anche sull’Etna”.

Potrebbe essere un evento storico, eccezionale. Questo lo vedremo nel corso dell’evento stesso. Sicuramente con tempi di ritorno che non sono usuali e potrebbe anche superare l’evento del 2009, addirittura la mareggiata del 1956, la famosa mareggiata, ecco, che creò molti problemi. Il punto è questo, una volta noi avevamo molta spiaggia e i nostri arenili erano molto più più spaziosi, accoglienti, oggi invece sono tutti erosi. Quindi il problema oggi è fronteggiare questi eventi così intensi con la situazione geomorfologica dei luoghi”.

La fase critica è attesa in particolar modo per la giornata di lunedì e poi martedì. Premesso che il quadro può cambiare da un momento all’altro nel corso delle ore, quanto sono affidabili allo stato attuale delle cose i modelli previsionali per i giorni 19 e 20 gennaio?

“Allora, il peggioramento si concretizzerà nel corso del pomeriggio/sera di lunedì con apice nella giornata di martedì, però anche qui dobbiamo sempre monitorare, vedere in corso d’opera l’evolversi della situazione. Questo servizio viene chiamato now casting proprio per vedere in tempo reale la situazione. Ovviamente se il maltempo, quindi il minimo depressionario dovesse attardarsi ed approfondirsi ulteriormente in quel tratto di mare, il maltempo potrebbe anche essere addirittura posticipato, prorogato alla giornata di mercoledì. Anzi, aggiungerei che il Messinese uscirà per ultimo dalla fase di maltempo e la mareggiata dovrà avere modo e tempo per essere dissipata. Direi che le conseguenze, ecco, le criticità, potrebbero anche essere diffuse nella giornata di mercoledì e chissà anche giovedì, quindi attenzione perché sarà una fase di maltempo molto duratura.”

Fenomeni come questo diventano sempre più frequenti nel Mediterraneo, dobbiamo abituarci a inverni con episodi meteo estremi più marcati anche nel Sud Italia e quindi nella nostra Sicilia?

“È un’osservazione molto concreta perché ovviamente ormai con l’estremizzazione del nostro clima e con la tropicalizzazione, mutamenti climatici spesso abbiamo ecco delle lunghe fasi di siccità statiche e poi a un certo punto ci ritroviamo questi eventi così intensi estremi e quindi non mi sorprenderei di questo fatto. Assolutamente. Si ipotizzano, come ben premetteva anche il direttore Cammaroto, una serie di fattori significativi. Si parla di possibili venti, speriamo, lo sottolineiamo sempre, di no, oltre i 120 km/h, e onde tra i 7 e i 10 m”.

C’è un messaggio che ritieni importante, fondamentale lanciare ai nostri lettori e ai cittadini in questo momento nell’approcciarsi al corso degli eventi?

Filloramo lancia un appello alla massima prudenza per tutti i cittadini delle aree che saranno interessate dal Ciclone.

“E’ assolutamente sconsigliato avvicinarsi in prossimità delle coste anche al solo fine di riprendere o fotografare la mareggiata. Quindi non esponiamoci ad inutili rischi, non andiamo a occupare, senza alcuna giustificazione le vie di fuga, anche per non intralciare il lavoro della Protezione Civile. I rischi sono tanti, non rischiamo inutilmente. Ecco, ovviamente per chi risiede in prossimità del mare, abbiamo tutto il tempo in questo momento per prendere le contromisure, quindi sicuramente allontanare e mettere a debita distanza natanti, imbarcazioni, direi anche le auto, perché ovviamente l’acquamarina potrebbe anche essere negativa per le auto e sicuramente tutti gli ostacoli che insistono davanti le abitazioni e sempre monitorare in corso d’opera situazione perché potrebbe aggravarsi, speriamo di no e quindi massima attenzione: con il mare non si scherza”.

Infine un’ulteriore concomitanza tra il fenomeno del Ciclone in Sicilia, atteso nelle prossime ore, e una data, quella odierna, che precede gli eventi ed è già molto indicativa.

“Oggi è una data un po’ particolare – aggiunge Filloramo -. Specie per noi abitanti dello Stretto di Messina e chi risiede in questo tratto di mare, influiscono molto le correnti e la fase lunare. Adesso noi ci troviamo in gergo, come dicono i pescatori, in una condizione di “buio di Luna”. Sostanzialmente questo è un periodo in cui le correnti marine sono particolarmente intense. Questo cosa vuol dire? Le correnti possono influire localmente e quindi negativamente sul modo ondoso, il picco d’onda potrebbe addirittura inasprirsi nella fase di corrente discendente. Ad esempio, è la corrente che viene da Nord verso Sud, che va a intercettare proprio il moto ondoso che risale da Sud, quindi anche turbini d’acqua e molta instabilità proprio a livello di meteo marino. Attenzione anche a questo elemento”.

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