“Purtroppo si sono incastrati una serie di elementi che hanno dato vita ad una “tempesta perfetta”. Ora il problema è l’erosione costiera. Le immagini con il drone testimoniano la situazione ed ecco questi danni impressionanti”. Lo afferma l’esperto di rischi ambientali, Salvatore Filloramo, direttore di StrettoMeteo.it nello speciale di TN24 sul day after del Ciclone Harry che ha devastato la Sicilia.
“La meteorologia – spiega Filloramo nel punto sull’emergenza con il direttore di TN24, Emanuele Cammaroto – è una scienza, a tratti inesatta ma lo è comunque. Il medico deve emettere comunque la sua sentenza, anche in presenza di una malattia terminale. Oggi ci ritroviamo centinaia di chilometri di costa disastrati. Si è verificato un miracolo, le previsioni meteo sono state ascoltate, chi di dovere ha fatto le opportune restrizioni e la gente ha collaborato e tolto tutto, per tempo, dalle spiagge. La Protezione Civile Regionali, evidentemente nelle sedi Istituzionali il messaggio è arrivato. Se non oggi non contiamo morti è perché ognuno ha fatto la propria parte. Ora subentra l’angoscia e lo sconforto e c’è gente che si è sacrificata per una vita e ha perso tutto”.
“Mi viene chiesto se c’è stato un fenomeno eccezionale. Io dico di no. Qui non si è verificato nulla di trascendentale. Si è formato uno dei tanti vortici dalle caratteristiche extra-tropicali, e nel Mediterraneo ormai se ne contano a decine all’anno. Il protagonista di cui si parla è il Ciclone ma a causare questa violente mareggiata è stato il divario barico, dovuto all’anticiclone russo-siberiano che si crea in ogni inverno, è una bolla di alta pressione sull’Europa dell’est che ha causato quella differenza di pressione. L’anticiclone russo e le depressioni mediterranee sono normali. Il problema sta nella durata del fenomeno e nel fatto che si è accanito sullo stesso territorio. E poi dove colpisce, questo fenomeno fa danno. E lo abbiamo visto”. Il fenomeno potrebbe ripetersi, ma ora che ci saranno le risorse per ricostruire la scienza deve confrontarsi con la parte ingegneristica. Chi deve progettare le opere deve farlo in linea con le caratteristiche delle spiagge. I soldi vanno spesi bene e per fare interventi duraturi. Bisogna evitare, dopo poco tempo dalla ricostruzione, di dover raccontare un altro Harry”. GUARDA IL VIDEO


