Il Ciclone Harry in Sicilia domina la scena nella notte tra martedì 20 gennaio e mercoledì 21 gennaio. Sono le ore conclusive di attività, impetuosa e violenta, della mareggiata che ha colpito e devastato la Sicilia Orientale.
L’avevamo definita come una “tempesta perfetta” – evidenzia l’esperto Salvatore Filloramo, direttore di StrettoMeteo.it -. Difficilmente abbiamo scelto titoli così forti ma stavolta c’erano tutti gli elementi del caso e così è stato. La Sicilia orientale sta vivendo sulla propria pelle una mareggiata che sarà ricordata per sempre per la sua crudeltà, per il fatto di aver condensato tutta l’energia possibile che si possa sprigionare nel mar Mediterraneo ed averla scaraventata lungo i nostri splendidi litorali nel cuore dell’inverno”.
“Notoriamente, queste tipologie di perturbazioni Afro-Mediterranee si generano nelle stagioni di mezzo proprio per la loro energia e genesi, ma adesso che ci troviamo a gennaio e nel bel mezzo della crisi climatica, ecco che tutte le testate giornalistiche nazionali e non sono lì a parlare di un “Ciclone Harry”, un maledetto vortice mediterraneo che ha trovato tutti gli elementi possibili per seminare panico e distruzione. L’eccezionalità di tale mareggiata trova riscontro nella sua durata ed intensità, in quanto per oltre 36/48h spiravano venti di tempesta su un’estensione marina vastissima, come accade generalmente in pieno oceano.
“Purtroppo, da mercoledì mattina la Sicilia orientale si sveglierà devastata, distrutta e sventrata in tutte le sue componenti fronte mare, con danni ingentissimi e ci vorrà del tempo solo per quantificarli ed un colpo basso per la nostra economia locale, la quale si basava proprio sul mare, sul turismo e sui servizi. Osservando tutti i video e le testimonianze dai vari luoghi servirà anche l’aiuto dello Stato per accelerare la ricostruzione, sicuri del fatto che sarà riconosciuta lo stato di calamità naturale”.
“Nel frattempo, oltre alle mareggiate devastanti è caduta tantissima pioggia tra Etna e Peloritani – sottolinea il direttore di StrettoMeteo.it -, pensate anche oltre 400mm di pioggia e metri di neve sul vulcano, un valore incredibile ed anche qui le criticità non mancano, ma adesso l’attenzione è rivolta senza dubbio al mare. Detto ciò, tornando all’evoluzione della depressione Harry, purtroppo il clou della mareggiata che si è compiuta in tarda sera proseguirà ancora per quale ora, presumibilmente fino a notte fonda per poi scemare lentamente verso l’alba. Anche la ventilazione sarà ancora intensa da levante, per poi calare improvvisamente d’intensità entro domattina e disporsi da ostro, mentre il levante continuerà a spirare nel basso Tirreno.
“Sempre per la giornata di mercoledì – conclude Filloramo – saranno possibili ancora piogge e rovesci irregolari, ma la giornata dovrebbe essere decisamente meno pesante rispetto alle ultime ore e consentire progressivamente gli interventi presso le aree devastate. Le tendenze per il proseguo della settimana vedono l’arrivo di altre perturbazioni, almeno due entro il weekend ma stavolta avranno caratteristiche oceaniche ed interesseranno più le aree tirreniche, quindi nulla a che vedere con l’incubo maltempo di queste ore per le aree ioniche”.


