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Ciclone Harry, il bivio del “Tridente”: Taormina non oscuri le “sorelle” Naxos e Letojanni

Il Ciclone Harry ha lasciato ferite profonde e non semplici da rimarginare nell’intera costa ionica e adesso è già il momento della corsa contro il tempo per la ripartenza. La sfida riguarda tutta la riviera. La partita cruciale si gioca in ogni località della zona, nelle varie comunità che meritano pari dignità e la medesima attenzione.

Quando si parla di Taormina ora però bisognerà fare attenzione a non fare l’errore fatale di lasciare indietro le due “sorelle”, Giardini Naxos e Letojanni. I riflettori mediatici e istituzionali vanno tenuti accesi su tutto l’hinterland. Anche nelle due località più vicine a Taormina il Ciclone ha scaricato tutta la sua potenza e la mareggiata ha bombardato il litorale, devastando diversi stabilimenti balneari e il lungomare di entrambe le località, con ingenti danni anche ad attività commerciali e ad alcune abitazioni.

C’è da correre e bisogna farlo insieme, a passo spedito, perché il calendario va veloce e il tempo si allunga come una lama, verso la stagione. Ma soprattutto l’emergenza si contestualizza sul piano di un territorio che è il primo polo turistico siciliano ed ecco che la battaglia va combattuta fianco a fianco. Per usare una metafora calcistica, siamo di fronte a una partita fondamentale che va giocata col “tridente”: modulo a tre punte.

Non è mancato in questi giorni qualche “scivolone” istituzionale. Per essere ancora più chiari, come quello di chi ha malconsigliato venerdì scorso il presidente della Regione, Renato Schifani, e lo ha portato a Mazzeo, Taormina, senza fargli vedere anche il disastro avvenuto a due passi, nella confinante cittadina di Letojanni.

Ecco perché dall’incubo si deve uscire tutti insieme, ragionando con una visione comprensoriale. Un approccio di sistema, ma quello vero e senza fumo, spot, narrazioni di circostanza o “furbacchionate” elettorali di circostanza. E’ il momento di alzare il livello e di sforzarsi di andare oltre i limiti oggettivi della classe politica che governa questo territorio. Il cuore a volte fa miracoli.

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