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Ciclone Harry a Taormina, tra i contributi della Regione per la mareggiata spunta una “pagnotta” in montagna

Qualche giorno fa è stato pubblicato il decreto con il lungo elenco di 34 pagine contenente i nomi delle aziende che accederanno ai contributi straordinari concessi dalla Regione Siciliana per i danni provocati dal Ciclone Harry lo scorso gennaio nell’isola ed anche in riferimento alla frana di Niscemi.

Complessivamente sono state 1.135 le richieste ritenute ammissibili dalla Regione, tra quelle pervenute alla piattaforma attivata da Irfis o tramite i Comuni entro lo scorso 28 febbraio. Il sostegno previsto va fino a un massimo di 20.000 euro per ciascuna impresa, ed è finalizzato alla immediata ripresa delle attività economiche interrotte a seguito degli eventi verificatisi lo scorso gennaio.

Questa la comunicazione data il 3 marzo 2026 dalla Regione Siciliana: “Nell’ambito dell’attuazione dell’Avviso pubblico “Contributi straordinari per danni causati dal Ciclone Harry”, approvato con DDG n. 235 del 03/02/2026 e ss.mm.ii., il Dipartimento delle Attività Produttive con DDG n. 531 del 03/03/2026 ha approvato l’Elenco delle istanze ammissibili a contributo e l’Elenco delle istanze non ammissibili. Le istanze per le quali il “Modello C1 – Ricognizione dei danni subiti e domanda di contributo per l’immediata ripresa delle attività economiche e produttive” è stato trasmesso incompleto o senza la parte di competenza dei Comuni, allo stesso dovrà essere apposto protocollo e timbro del Comune”.

Le aziende ammesse ai ristori per i danni subiti dalle mareggiate sui litorali sono 537, per un importo complessivo di 10.243,065 euro; 539 sono pure quelle colpite dagli eventi avversi nei territori interni, per un totale dei rimborsi di 10.780.000 euro, e 59 le imprese coinvolte dalla frana di Niscemi, per 1.180.000 euro. Ventisette, infine, le richieste ritenute non ammissibili. La Regione ha impegnato 22 milioni di euro destinati ai ristori che saranno materialmente erogati dall’Irfis ai beneficiari.

Alla voce Taormina sono queste le istanze ammesse: Arco Rosso di Cacopardo Giuseppa & c. s.n.c.; Brain Style s.r.l., Cacopardo Antonina, Capo Faro Srl; Caparena Srl; Ceho s.r.l.; Centomedia & Lode s.r.l.; Ciocorico 2 di Strazzeri Antonio; Eledia Service s.r.l., Etto group srls; Gallodoro Valentino; Gh gestioni Hotel srl; Giarratana Giovanna; La caravella srls; La Plage s.r.l, Lido Mazzeo” di Manuli Carmelo; Lorenzina beach club s.r.l.; Marcellino Massimo; Meridien srl; Moto Club Taormina new a.s.d.; Muscolino Hotels s.r.l.; Orca excursion di Ruggeri Salvatore, Patane’ s.r.l.; Petralia gabriele; Sarulla di heiss ursula & c. s.n.c.; Scimone Carmela, ss.ee.aa; Societa’ Europea Alberghi e Scuola europea aziendale s.r.l.; Taormina Golden beach s.a.s. di Coppolino Annamaria & c.; Taormina living srl, The one s.r.l.; Toco s.r.l.; Travel group srls; Trifiletti Laura, Unplugged s.a.s di Romano Vanessa & c.; Vifas s.r.l., Virgimm s.r.l..

A questi stanziamenti ha fatto seguito una dichiarazione del Presidente della Regione, Renato Schifani: “Stiamo procedendo nei tempi che ci eravamo prefissati, velocizzando tutte le procedure e operando con la massima trasparenza, per garantire un ristoro alle aziende e consentire loro di ripartire. La Protezione civile regionale ha già disposto il trasferimento delle risorse all’Irfis che provvederà già la prossima settimana al pagamento delle somme alle imprese interessate. Stiamo facendo tutto quanto è nelle nostre facoltà per raggiungere l’obiettivo primario: preservare le realtà produttive danneggiate, consentendo loro di tornare a produrre e tutelare l’occupazione nelle zone colpite. Intanto lavoriamo per mettere in sicurezza i territori, in vista dell’avvio della ricostruzione, e consentire di tornare alla normalità. Sulla celerità e l’efficacia degli interventi vigilerò personalmente”.

Bene. Schifani parla di “preservare le realtà produttive danneggiate, consentendo loro di tornare a produrre”, quindi – in buona sostanza di tornare in attività. E d’altronde le abbiamo viste le immagini drammatiche degli stabilimenti balneari devastati dal Ciclone, con i vari imprenditori che ancora adesso lottano per una pronta ricostruzione ed impegnati in una corsa contro il tempo per riuscire nella difficile impresa di tornare ad accogliere il pubblico nella stagione estiva.

istanze ammissibili contributi per il Ciclone Harry

Ed ecco che nell’elenco delle aziende a cui sono stati destinati i ristori per la mareggiata, a pagina 8, appare pure un ristoro che, in ipotesi, potrebbe sembrare una “pagnotta”: destinataria la Centomedia&Lode srl, società con sede in Piazza Sant’Oliva, 9 90141 Palermo e che indica come sua sede anche la Via Madonna della Rocca, 9. In pratica dove si trova proprio il Castello Saraceno di cui è proprietaria la Regione e in affidamento alla società palermitana. La società fa capo all’ex dipendente in pensione di una concessionaria pubblicitaria, Maurizio Scaglione.

La Centomedia & Lode Srl gestisce il Castello Saraceno di Taormina, come si sa, con una concessione per un periodo di 19 anni – a seguito di esito di relativa procedura pubblica di gara – che non ha previsto l’imposizione di un canone d’affitto. Scaglione viene considerato dalle cronache lo “speaker” della Presidenza della Regione nell’informazione siciliana. L’ex pubblicitario, ora impegnato nell’editoria online, ha ricevuto dalla Regione, dai vari assessorati regionali numerosi affidamenti, per quasi Un milione di euro, finiti al centro di aspre polemiche e diffuse perplessità, riportate su diverse testate regionali e pure su quelle nazionali.

La società è la stessa che, in sostanza, ha “beffato” a più riprese il Comune di Taormina. La Giunta ha deliberato (con atto n.21 del 26 gennaio 2026) delle “visite gratuite” per le scuole al Castello Saraceno. Visite gratuite per la scuola, che però sono diventate a pagamento per il bilancio comunale, come certifica la determinazione dirigenziale n.171 del 2 febbraio 2026 che ha disposto di “impegnare la somma di € 1.500,00 in favore della Società Centomedia&Lode S.r.l. con sede legale in Piazza Sant’Oliva 9, 90141 Palermo“. “La quota versata riguarda esclusivamente i servizi annessi alla visita guidata, comprensivi delle attività di accompagnamento e dei servizi accessori dedicati ai minori partecipanti“, aveva poi fatto sapere il Comune che, tuttavia, certificò così quel che già aveva rivelato TN24 e cioè che c’era stata una visita guidata degli studenti, però senza alcuna guida turistica. E di servizi “annessi” o “accessori” si era visto solo quel che poi non fu tale, e cioè la presenza sul luogo di un dipendente della Centomedia&Lode Srl già di turno (contratto di pulizia e multiservizi) che faceva lui da guida senza avere alcun titolo specifico di guida abilitata né alcun titolo in beni culturali. E sempre il 26 gennaio 2026 c’è stata pure un’altra determinazione dirigenziale del Comune di Taormina (la n. 121 del 26/01/2026) che dispone di “impegnare e liquidare la somma di € 2.500,00 in favore del “Consorzio Cultura e Tradizioni dei Castelli di Sicilia”.

Ancora più clamorosa, o forse è meglio dire imbarazzante, è stata – prima ancora – la delibera di Giunta del Comune di Taormina del 1 dicembre 2025, concernente una “super-pagnotta” da 150 mila euro che la Regione Siciliana ha destinato ad un Consorzio (“Consorzio Cultura e Tradizioni dei Castelli di Sicilia”), di cui è socio anche il Comune di Taormina e assieme a 13-14 comuni c’è pure un privato che è sempre la Centomedia&Lode. La Giunta di Taormina, qui, il giorno 1 dicembre 2025 ha esitato una delibera (la n.265), avente ad oggetto: “Approvazione del piano di utilizzo della somma concessa ai Comuni del Consorzio Cultura e Tradizione dei Castelli di Sicilia”. Ed in questo caso la Regione aveva assegnato a 13 comuni (tra cui Taormina) delle quote di 11 mila 538 euro, cifra che poi “ogni comune versa al Consorzio“. Tutto per delle attività di “promozione e valorizzazione”. Di cosa? Dei castelli. E tra questi c’è il Castello di Taormina, gestito dalla Centomedia&Lode, una Srl che è anche tra i soci del “Consorzio “Cultura e Tradizioni dei Castelli di Sicilia”, che a sua volta ha sede a Castelbuono ed in Piazza Sant’Oliva, 9, 90141 – Palermo. E chi ha sede in Piazza Sant’Oliva, 9 90141 Palermo? Centomedia&Lode Srl.

Senza dimenticare ulteriori atti precedenti, come la determinazione dirigenziale n. 256 del 08/05/2024 del Comune di Taormina, dove si chiariva che delle 2.500 euro di “quota associativa annuale” da versare al predetto Consorzio dei Castelli si chiariva che 250,00 euro erano la quota di iscrizione al Consorzio (Fondo di gestione stabilito dall’art. 5 dello Statuto) e € 1.830,00 sono il contributo per la gestione dei social (in quel caso annualità 2023). In tal senso, si richiamava un “Disciplinare d’incarico della gestione e l’animazione del sito www.castellidi sicilia.it e delle pagine social associate” con la società palermitana. Chi si occupa della gestione delle attività del Consorzio e delle pagine social? La Centomedia&Lode Srl.

E allora una breve riflessione. Chissà quali danni avrà subito la Centomedia&Lode – quindi il Castello – a Taormina in occasione del Ciclone Harry, tenendo conto che l’evento verificatosi nella notte tra il 19 e il 20 gennaio scorso ha colpito il litorale con una mareggiata, lasciando intatto il centro storico. Abbiamo documentato noi stessi la devastazione avvenuta in quei giorni lungo le coste della zona ionica, con la disperazione di operatori economici e cittadini che hanno perso tutto. Sin qui non è emerso alcun racconto o testimonianza di danni che avrebbero interessato il Castello Saraceno di Taormina. Sarà rimasta danneggiata qualche ringhiera? O magari qualche pannello informativo? Boh. Chissà…

Tra l’altro, già il 26 gennaio il Comune di Taormina ha deliberato una visita delle scuole al Castello (di cui si dava poi notizia il 5 febbraio ed avvenuta martedì 4 febbraio) e ciò farebbe presupporre che il sito storico in oggetto era tornato subito in attività dopo il Ciclone.

Insomma, tra i “Contributi straordinari per i danni causati dal Ciclone Harry”, nell’elenco delle istanze ammissibili, ci sono tutte le attività colpite nelle spiagge e poi l’eccezione di qualcuna che si trova molto più lontana, lassù, in montagna. Un dubbio appare inevitabile: si tratta di un ristoro oppure è una “pagnotta”? Non vorremmo pensare male, anche perché, in quest’ultima ipotesi, si tratterebbe di una mancanza di rispetto verso le persone e le aziende colpite davvero dal Ciclone. Ai posteri l’ardua sentenza.

 

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