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Ciclone a Taormina, il racconto choc di Antonio Faraci: “Inferno a Mazzarò, 21 barche affondate da uno tsunami” (VIDEO)

“Qui non si era mai verificato niente di simile. Il Ciclone Harry sembrava uno tsunami. Le scene che abbiamo vissuto le avevamo viste soltanto nei film. Mi vengono i brividi ancora adesso a parlarne”. E’ la drammatica testimonianza di Antonio Faraci, presidente del Taormina Fishing Club, che ha raccontato al direttore di TN24, Emanuele Cammaroto le ore terribili in cui il Ciclone ha imperversato nella riviera ionica e ha devastato la baia di Mazzarò. Il presidente del Taormina Fishing Club non fa giri di parole e sottolinea tutta l’eccezionalità del fenomeno estremo che ha interessato la Sicilia Orientale tra il 19 e il 21 gennaio.

L’ARRIVO DELLE ONDE. “Noi già nei giorni che hanno preceduto l’arrivo del ciclone avevamo cercato di mettere a riparo le barche dove il mare non era mai arrivato – spiega Faraci -. Ma per non è stato uno tsunami. Quella sera in cui è successo un finimondo, alle ore 16 già c’era una nostra squadra presente sui luoghi per controllare e dare eventualmente l’allarme. Era quasi buio e c’erano onde incredibili che arrivavano dal mare e che scendevano anche dalla montagna”.

LE ORE DELLA TEMPESTA. “Mai vista una cosa del genere. Solo nei film. Se non lo vedi di presenza non puoi capire quello che è accaduto qui. Le immagini sui social non rendono l’idea. Tante persone avevano visto dei video ma non si sono rese conto in quel modo della reale drammaticità della situazione. Noi abbiamo perso 21 imbarcazioni, tutte imbarcazioni da diporto che noi utilizziamo per la pesca e anche per delle attività sportive. Oltre il 60% dei soci non ha più un’imbarcazione. Ma ci risolleveremo, non molliamo. Siamo determinati a ripartire”.

I DANNI. “Abbiamo subito danni enormi, quantificati su attrezzature sportive e da diporto in almeno 24 mila euro, ma ci sono edifici che fanno parte del patrimonio comunale che noi abbiamo in affitto e che sono stati colpiti come se gli fosse arrivato un tir addosso. Lo scorso anno avevamo fatto una porta di acciaio che pesava circa 700-800 kg e ora non si può più nemmeno aprire”.

ONDE SPAVENTOSE. “Le onde sono arrivate sino all’altezza del tetto di un ristorante e lo ha buttato giù. Inoltre il mare ha raggiunto una casa che si trova a 8-9 metri rispetto al livello della sabbia ed è distante 70-80 metri dal mare. Eppure l’onda ha riempito la piscina naturale de Le Rocce e da lì ha traboccato e ha travolto tutte le barche che erano state messe al riparo”.

L’INFERNO. “Io in quei momenti infernali mi trovavo in un box per salvare il salvabile, aspettavo che calasse un pò l’onda per uscire e mettermi in sicurezza nelle scale e, tuttavia, lì mi è arrivata contro un’onda che mi ha quasi travolto e che ha lanciato contro di me due tavole da surf. Per fortuna sono riuscito a scansarmi e non mi è successo niente”.

LA RIPULITURA DEI FONDALI. “Noi nel corso degli anni abbiamo effettuato importanti attività di ripulitura dei fondali e della spiaggia per farla trovare accogliente e fruibili già ad aprile o maggio ai turisti. Adesso nei fondali della baia ci sono 21 barche distrutte sotto questo specchio d’acqua meraviglioso. E parliamo di barche che si sono frammentate in migliaia di pezzi. Noi andremo a raccogliere quei pezzi ed è un lavoro che non si potrà fare in poche immersioni ma nel corso degli anni. Molte cose sono state portate al largo. La prossima mareggiata porterà a riva una parte di quei materiali. Noi non molliamo”.

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