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Caso De Luca, il legale dell’uomo con la Mercedes: “Nessuna minaccia, ha suonato il clacson per un saluto”

Cateno De Luca denuncia di essere stato “inseguito” e “minacciato” a Barcellona Pozzo di Gotto ma arriva una nota inviata alla stampa dal legale dell’uomo che guidava la Mercedes che era stata indicata dal sindaco di Taormina e leader di Sud chiama Nord in un post social e in un video con la sua ricostruzione dei fatti.

In una nota stampa, l’avv. Giuseppe Imbesi smentisce che vi siano state “minacce” e precisa quanto segue: “Ho ricevuto formale incarico dal mio assistito, il quale, dopo aver riconosciuto in un video il proprio mezzo e dopo aver ascoltato i messaggi e i commenti circolati sull’accaduto, mi ha contattato con forte preoccupazione, essendogli stati di fatto attribuiti comportamenti dal contenuto intimidatorio nei confronti dell’On. De Luca. Sin d’ora, il mio assistito respinge con fermezza ogni addebito, precisando che, per come dallo stesso riferitomi, quanto avvenuto sarebbe consistito unicamente nell’aver rallentato la marcia del proprio veicolo nel momento in cui si è trovato a transitare in prossimità del gruppo di sostenitori presenti insieme all’On. De Luca“.

“Il mio assistito – prosegue l’avv. Imbesi – mi riferisce, altresì, di aver nuovamente incrociato poco dopo l’Onorevole in prossimità degli svincoli autostradali e, anche in quella circostanza, di aver rallentato la marcia e azionato il clacson esclusivamente a titolo di saluto, di incitamento e di partecipazione, e non certo con finalità minacciose o intimidatorie. Lo stesso assistito riferisce inoltre che, subito dopo aver visionato il video in questione e avendo compreso la possibile errata interpretazione dei fatti, avrebbe immediatamente contattato il collega avv. Giuseppe Sottile, che, per quanto a sua conoscenza, farebbe parte dello staff vicino al candidato sindaco, avv. Scolaro e anche all’On. Cateno De Luca, al fine di rappresentare la propria preoccupazione per l’equivoco venutosi a creare. Sempre secondo quanto riferito dal mio assistito, la risposta ricevuta sarebbe stata: “non posso farci nulla””.

“Va peraltro evidenziato – aggiunge il legale – che il mio assistito è fratello di una candidata presente nelle liste dell’avv. Scolaro per la carica di consigliere comunale e che, proprio per tale ragione, il gesto da lui compiuto va letto, al più, come espressione di partecipazione, di enfasi e, se del caso, di eccessiva goliardia, ma mai come manifestazione di un atteggiamento mafioso o comunque intimidatorio. Pertanto, si respinge in modo netto e inequivoco l’utilizzo del termine “mafia”, che appare del tutto sproporzionato, improprio e gravemente lesivo della reputazione di un giovane lavoratore, profondamente amareggiato per il fraintendimento che si è venuto a creare”.

“A riprova della piena volontà di chiarire immediatamente ogni aspetto della vicenda, comunico che nella giornata di domani, compatibilmente con gli impegni lavorativi serali del mio Assistito, ci recheremo presso la locale Compagnia dei Carabinieri per rendere spontanee dichiarazioni sui fatti. L’auspicio è che l’intera vicenda venga ricondotta entro il suo reale perimetro: un episodio male interpretato, privo di qualunque contenuto minatorio, intimidatorio o, peggio ancora, mafioso. Barcellona Pozzo di Gotto è fatta di uomini e donne perbene, di lavoratori, di giovani seri e di persone che non meritano di vedere infangata la propria immagine con accostamenti tanto gravi quanto ingiustificati. Ribadisco, quindi, con assoluta fermezza il concetto essenziale: non vi è stato alcun atteggiamento mafioso da parte di alcuno in relazione ai fatti narrati dall’On. De Luca”, conclude l’avv. Imbesi.

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