HomeSiciliaCaro carburante, Cna Fita Sicilia: "La Regione sblocchi subito i contributi promessi”

Caro carburante, Cna Fita Sicilia: “La Regione sblocchi subito i contributi promessi”

“La Sicilia si conferma, ancora una volta, terra di paradossi. Mentre il prezzo medio del gasolio nell’Isola tocca quota 2,127 euro al litro (dato MIMIT del 20 luglio 2026), con i picchi più alti registrati nelle province di Agrigento, Ragusa e Trapani, le imprese di autotrasporto guardano con amarezza a un quadro che unisce costi insostenibili e mancanza di risposte dalla politica. Eppure, sotto il sole siciliano, operano alcune delle raffinerie più grandi d’Europa”. A lanciare l’allarme è CNA FITA Sicilia, che attraverso le dichiarazioni congiunte del presidente Salvatore Ranno e dei coordinatori regionali Giorgio Stracquadanio e Daniela Taranto, denuncia lo stallo della Regione sugli aiuti promessi per fronteggiare l’impennata dei prezzi legata alle crisi geopolitiche.

“Ai danni ambientali e al caro-prezzi si aggiunge ora la beffa del silenzio”, dichiarano i tre esponenti. “Lo scorso maggio, l’Assessorato Regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità annunciò un decreto per contributi a fondo perduto a ristoro dei maggiori costi sostenuti tra il 1° marzo e il 31 dicembre 2026. Noi abbiamo risposto tempestivamente, inviando il 26 giugno un emendamento via PEC, come richiesto dall’Assessorato stesso. Da allora, forse a causa del caldo afoso, tutto tace. Le bozze restano nei cassetti, mentre la guerra riprende vigore, il gasolio sale e il fuel surcharge incide sui bilanci delle imprese”.

Per CNA FITA Sicilia, questo immobilismo è inaccettabile, soprattutto in un territorio dove il trasporto merci viaggia quasi esclusivamente su gomma. “Ogni rincaro del carburante si ripercuote a catena sui materiali edili, sulla farina, sul pane, su ogni prodotto essenziale”, proseguono Ranno, Stracquadanio e Taranto. “Quando i prezzi aumenteranno, si cercherà ancora una volta di addossare la colpa all’autotrasporto. Ma non sarà così: chi solleva un problema non è il problema. È l’indifferenza di chi dovrebbe governare a esserlo. Chiediamo alla Regione di sbloccare immediatamente i contributi annunciati e di aprire un tavolo serio per il settore, prima che sia troppo tardi”. L’appello di CNA FITA Sicilia è chiaro: “la politica assuma le proprie responsabilità, restituendo dignità e certezze a un comparto fondamentale per l’economia dell’Isola”.

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