HomeSiciliaCarburanti, Codacons: "Sicilia sopra la media nazionale"

Carburanti, Codacons: “Sicilia sopra la media nazionale”

La Sicilia continua a registrare prezzi dei carburanti superiori alla media nazionale. Secondo l’elaborazione del Codacons sui dati ufficiali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy aggiornati al 16 giugno 2026, sulla rete stradale in modalità self service, nell’Isola la benzina è pari a 1,896 euro al litro, mentre il gasolio raggiunge 1,999 euro al litro. Il confronto è effettuato con la media nazionale MIMIT della rete stradale in modalità self, pari a 1,881 euro al litro per la benzina e a 1,985 euro al litro per il gasolio.

Il Codacons evidenzia che il prezzo dei carburanti incide direttamente sul bilancio delle famiglie siciliane, sui costi delle imprese e sull’intero sistema dei trasporti. Ogni differenza rispetto alla media nazionale, anche quando appare contenuta al litro, diventa significativa per chi utilizza quotidianamente l’automobile e per chi sostiene costi di trasporto continui.

Per Francesco Tanasi, giurista e Segretario Nazionale Codacons, il tema richiede un monitoraggio costante e la massima attenzione da parte delle autorità competenti.

“I cittadini siciliani continuano a pagare carburanti sopra la media nazionale. Serve piena trasparenza nella formazione dei prezzi — sottolinea Tanasi — e occorre verificare che ogni eventuale riduzione delle quotazioni internazionali e dei costi lungo la filiera arrivi realmente alla pompa. Benzina e gasolio non pesano soltanto sugli automobilisti, ma incidono sull’intera economia regionale, dai trasporti alla distribuzione delle merci, fino alla spesa quotidiana delle famiglie”.

Il Codacons chiede un rafforzamento delle attività di controllo sui prezzi praticati in Sicilia, affinché eventuali anomalie, ritardi o differenze territoriali non giustificate vengano tempestivamente verificate.

“La Sicilia non può sopportare un costo più alto senza una spiegazione chiara e trasparente. Ogni possibile ribasso deve arrivare davvero ai consumatori, perché famiglie e imprese non possono essere lasciate sole davanti a costi che incidono ogni giorno sul loro potere d’acquisto”. – conclude Tanasi.

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