“Meloni è prigioniera di Vannacci, così come Schlein è prigioniera di Conte. Noi siamo liberi da populisti proputiniani e cialtroni vari. Questa è la differenza sostanziale”. Così Carlo Calenda, leader di Azione.
“Se il PD esistesse ancora politicamente, dovrebbe sancire oggi la fine del campo largo o costringere questo populista opportunista a fare retromarcia. Ma faranno finta di nulla. Come sempre”, afferma Calenda.
Poi l’affondo su Meloni: “La sospensione, del tutto inutile, di Schengen da parte del Governo italiano nel caso Ceuta è un pessimo segnale di prevalenza della propaganda politica interna e della paura di Vannacci, rispetto alla linea di politica estera. Gli eventi di Ceuta rappresentano un’aggressione straniera verso l’Europa che avrebbe meritato una risposta di solidarietà e un’offerta di supporto anche da Von Der Leyen. Mentre scrivo, il 99% dei migranti è rientrato in Marocco. In stagioni di emergenza migratoria l’Italia ha dovuto subire la sospensione di Schengen – ben più motivata visto che gli sbarchi avvenivano sul continente europeo – e la stessa Meloni protestò contro il mancato aiuto di Bruxelles”.
“Se questa è la strada che Giorgia Meloni ha scelto di intraprendere in vista delle elezioni – allineandosi a MAGA ed estremisti di destra – l’esito sarà distruggere la credibilità internazionale che ha costruito in questa legislatura e danneggiare l’Unione Europea. Stupisce che Antonio Tajani si sia accodato a questo spregiudicato gioco politico”, conclude Calenda.


