“Per guardare con fiducia al futuro, siano necessarie facce nuove, idee nuove e un programma rinnovato”. La clessidra del reset è partita. Così Pier Silvio Berlusconi, con le sue parole e una linea condiviso dalla sorella Marina, annuncia la scesa del sipario sulla prima stagione post-Cavaliere di Forza Italia, la lunga e complessa fase di transizione che ha costretto il partito alla “traversata nel deserto” dopo la scomparsa del suo fondatore.
I figli di Silvio Berlusconi hanno deciso di puntare sulle “nuove leve” di casa azzurra, con un avviso di commiato ai volti più esperti che hanno guidato il partito negli anni recenti. E allora arriverà un nuovo segretario che subentrerà ad Antonio Tajani, che presumibilmente potrebbe essere Roberto Occhiuto, ma l’effetto domino porterà anche ad una nuova scelta per il candidato sul quale punterà Forza Italia nella sua “roccaforte”, la Sicilia, per le elezioni regionali del 2027.
Titoli di coda sul bis di Renato Schifani, che Tajani aveva blindato per un’altra legislatura e che invece verrà gentilmente ringraziato ma non avrà il placet per il bis a Palazzo d’Orleans. La candidatura nel centrodestra proverà a rivendicarla Fratelli d’Italia ma alla fine sarà ancora nelle mani di Forza Italia il “pallino”, anche perché FI in Sicilia è un partito che ha preso il 23% alle Europee, superando pure i “Meloniani” che si sono fermati allora al 20%.
Ma il prologo ai nuovi equilibri siciliani di Forza Italia, primo banco di prova del nuovo corso che s’affaccia all’orizzonte, sarà la competizione per il coordinamento regionale del partito. Da qui dovrebbe partire il segnale iniziale di rinnovamento di FI in Sicilia. Marcello Caruso, attuale coordinatore e “fedelissimo” di Renato Schifani si ricandiderà da una parte, dall’altra gli verrà contrapposto un antagonista della “nuova” Forza Italia. Non sarebbe da escludere che lo scenario possa portare a qualcos’altro.
Si comincia a sussurrare nei palazzi palermitani che potrebbe essere chiesto, da qui a non molto, a Caruso di fare un passo indietro, anche per evitare un braccio di ferro interno al partito tra “schifaniani” e “anti-schifaniani”. Se poi quella richiesta partisse direttamente dai piani alti di Forza Italia, sarebbe difficile voltarsi dall’altra parte e fare finta di niente. Ormai il segnale lanciato da Pier Silvio Berlusconi è chiaro e inequivocabile, come non appare casuale neppure l’incontro recente tra Marina e Occhiuto. Non rimane che prenderne atto.


