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Attacchi incrociati tra Israele e Iran, detriti di missili cadono vicino all’ufficio di Netanyahu a Gerusalemme

Un lancio di missili balistici dall’Iran ha fatto attivare le sirene d’allarme nel centro di Israele e in parti della Cisgiordania. I detriti della difesa antimissile sono caduti nel centro di Israele, ma non ci sono vittime. Secondo i media israeliani, nell’ultimo attacco sarebbero state usate testate a grappolo che hanno distrutto una casa nel centro di Israele. Si tratta del secondo attacco dall’Iran dopo la mezzanotte.

Durante l’ultimo attacco, alcuni detriti di missili intercettori sono caduti vicino all’ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu, a Gerusalemme. Lo riferisce il portale Ynet.

IDF AVVIA OPERAZIONI DI TERRA IN LIBANO

Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno annunciato ufficialmente l’avvio di un’operazione di terra mirata nel Libano meridionale. “Le forze della Divisione 91 hanno avviato nei giorni scorsi un’operazione di terra mirata, con l’obiettivo di colpire obiettivi chiave nel Libano meridionale per ampliare la zona di difesa avanzata. Questa operazione rientra nell’ambito degli sforzi volti a stabilire una difesa avanzata, che comprende la distruzione delle infrastrutture terroristiche e l’eliminazione dei terroristi operanti nella zona, al fine di rimuovere le minacce e creare un ulteriore cuscinetto di sicurezza per gli abitanti del nord”, si legge nella dichiarazione. “Le Idf continueranno ad agire con la forza contro Hezbollah, che ha scelto di unirsi alla campagna e di operare sotto l’egida del regime terroristico iraniano, e non permetteranno che vengano arrecati danni ai cittadini dello Stato di Israele”.

Il Libano meridionale ha vissuto una notte particolarmente violenta tra domenica e lunedì, caratterizzata da una serie di raid aerei israeliani e intensi bombardamenti di artiglieria contro numerose città e villaggi. Lo riferiscono i media libanesi. Tre persone, tra cui due paramedici, sono rimaste uccise questa mattina in un attacco israeliano contro un’ambulanza appartenente al Comitato medico islamico (l’associazione dei paramedici di Hezbollah) a Kfar Sir, nel distretto di Nabatiyeh, nel sud del Libano. Secondo gli ultimi dati disponibili domenica sera, i raid israeliani in Libano hanno causato almeno 850 morti e 2.105 feriti dall’inizio della guerra.

ATTACCHI SIMULTANEI SU TEHERAN, SHIRAZ E TABRIZ

L’aeronautica militare israeliana ha lanciato una vasta ondata di attacchi simultanei contro le infrastrutture terroristiche del regime iraniano a Teheran, Shiraz e Tabriz. Lo hanno annunciato le Forze di difesa israeliane. In precedenza, i media iraniani hanno riportato notizie su esplosioni a Teheran e Shiraz.

IRAN MINACCIA PORTAEREI GERALD FORD

I centri logistici e di servizio che consentono alla portaerei USS Gerald Ford di rimanere operativa sono considerati obiettivi dall’Iran. Lo ha dichiarato Ebrahim Zolfaqari, portavoce del comando unificato delle forze armate iraniane Khatam al-Anbiya. “La portaerei Gerald Ford nel Mar Rosso rappresenta una minaccia per l’Iran. Di conseguenza, i centri logistici e di servizio del gruppo d’attacco della USS Ford sono considerati obiettivi”, ha affermato Zolfaqari in un video diffuso dall’agenzia di stampa Fars. Il gruppo d’attacco della portaerei Ford opera attualmente nel Mar Rosso a supporto dell’Operazione Epic Fury, l’operazione congiunta israelo-americana contro l’Iran.

ISRAELE DISTRUGGE CENTRO PER ATTACCHI A SATELLITI A TEHERAN

L’aeronautica militare israeliana ha distrutto un impianto spaziale nel cuore di Teheran, utilizzato dal regime degli ayatollah per lo sviluppo di capacità di attacco contro i satelliti. Lo hanno annunciato le Forze di difesa israeliane (Idf), aggiungendo che “il centro colpito veniva utilizzato per lo sviluppo di programmi spaziali militari, tra cui il satellite ‘Chamran 1’, costruito dalle industrie elettroniche del ministero della Difesa iraniano e lanciato nello spazio nel settembre 2024 dai pasdaran”. L’infrastruttura “rappresentava una minaccia per i satelliti dello Stato di Israele e le risorse spaziali di altri paesi in tutto il mondo”. La distruzione del centro “si aggiunge all’attacco effettuato la scorsa settimana contro un altro centro di ricerca spaziale dell’Agenzia spaziale iraniana a Teheran”, hanno concluso le Idf.

IDF: “DISTRUTTO L’AEREO DI KHAMENEI”

L’Aeronautica militare israeliana ha distrutto durante la notte, con un attacco mirato, l’aereo della defunta guida suprema iraniana Ali Khamenei nell’aeroporto di Mehrabad, a Teheran. Lo ha annunciato un portavoce delle Forze di difesa israeliane, aggiungendo che “l’aereo veniva utilizzato dal leader del regime terroristico iraniano, da altri alti funzionari e da elementi delle forze armate iraniane per promuovere gli acquisti militari e gestire le relazioni con gli Stati dell’asse (della resistenza, Libano, Iraq, Yemen) attraverso voli nazionali e internazionali”. “La distruzione dell’aereo danneggia la capacità della leadership del regime terroristico iraniano di coordinarsi con gli Stati dell’asse, di rafforzare la propria potenza militare e la capacità del regime di riprendersi”, concludono le Idf.

FORZE ARMATE DEL BAHREIN INTERCETTANO 4 MISSILI E 3 DRONI

Le Forze di difesa del Bahrein (BDF) hanno annunciato di aver intercettato con successo, nel corso della giornata odierna, quattro missili e tre droni diretti verso il territorio nazionale. Le operazioni di difesa aerea sono state condotte con efficacia e senza causare vittime o danni significativi al suolo. I sistemi di intercettazione hanno neutralizzato le minacce in volo, prevenendo qualsiasi impatto su aree popolate o infrastrutture critiche. Le autorità bahreinite hanno ribadito la prontezza delle difese nazionali e la stretta cooperazione con alleati regionali e internazionali per contrastare tali minacce. La popolazione è stata invitata a mantenere la calma, a seguire le indicazioni ufficiali e a non diffondere notizie non verificate.

TRUMP: “FUTURO NEGATIVO PER LA NATO SE NON AIUTA A HORMUZ”

“Chiedo con insistenza di intervenire e proteggere il proprio territorio, perchè è il loro territorio, è da lì che traggono la loro energia e dovrebbero aiutarci a proteggerlo”. Così il presidente Usa, Donald Trump, che è tornato nuovamente a chiedere con insistenza supporto per garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz, una via strategica per il trasporto del petrolio, ritenendo che il futuro sarebbe “molto negativo” per la Nato in caso di rifiuto di assistenza da parte dei suoi alleati.

Trump ha parlato di “un’impresa di modesta entità” perchè le capacità missilistiche e dei droni iraniani sono state “decimate”. In presidente degli Usa ha affermato di avere contattato “circa sette Paesi”, ma che era tropo presto per dire chi si sarebbe fatto avanti.

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