HomeParlamentoAppendino: "Niente navi italiane nel Golfo, si proteggano le tasche degli italiani"

Appendino: “Niente navi italiane nel Golfo, si proteggano le tasche degli italiani”

“L’ennesima chiamata alle armi di Donald Trump, che pretende l’invio di navi da guerra europee nello Stretto di Hormuz, è un azzardo inaccettabile che non possiamo permetterci. Lo diciamo con assoluta e gelida chiarezza: il governo Meloni non si azzardi nemmeno a ipotizzare una folle adesione. Non si azzardino a dire di sì a un’escalation che non ci appartiene. Questa non è la nostra guerra e non abbiamo la minima intenzione di caricarcela sulle spalle”. Lo afferma l’esponente del M5S, Chiara Appendino.

​”A Palazzo Chigi continuano a riempirsi la bocca di interesse nazionale, ma la realtà è che lo stanno tradendo. Difendere l’Italia non significa mandare la nostra Marina nel Golfo Persico a fare da scudo a chi ha già ammesso candidamente di accumulare “un sacco di soldi” grazie al petrolio alle stelle. Il vero patriottismo si esercita qui, tra i confini nazionali, proteggendo le famiglie e le imprese dalla follia economica di una crisi che minaccia di schiacciarci con una stangata da 14 miliardi di euro tra rincari di benzina e bollette”.

​”Invece il governo è immobile, incapace e, quel che è peggio, totalmente scollegato dalla realtà. Hanno gettato la spugna sulle accise e hanno persino avuto l’arroganza, per bocca dei loro ministri, di sostenere che tagliare il prezzo alla pompa “aiuti i ricchi”. È un insulto intollerabile a ogni pendolare, a ogni autotrasportatore e a ogni piccolo imprenditore che oggi vede il proprio lavoro andare in fumo per colpa di costi fuori controllo. Se davvero si volesse difendere l’Italia, le soluzioni ci sarebbero e sono già sul tavolo: serve un prelievo forzoso sui profitti di guerra incassati dai colossi energetici”.

​”Quelle risorse – conclude Appendino – non devono restare nelle casse degli speculatori, ma devono essere prelevate per finanziare sùbito lo sblocco dell’accisa mobile, per azzerare gli oneri di sistema sulle bollette e per varare una sterilizzazione fiscale che salvi i cantieri e le opere pubbliche. È inaccettabile che il settore delle costruzioni sia paralizzato da rincari folli, come quello del bitume aumentato i oltre il 50% rispetto a due settimane fa, mentre il governo si balocca con velleità militari e finti patriottismi da parata. La smettano con la propaganda e inizino a fare l’unica cosa che serve: uscire dai palazzi e proteggere l’economia reale, le nostre famiglie e il nostro lavoro dal massacro sociale in corso”.

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