Aditus interviene con una nota interviene sulla vicenda dei 26 posti di lavoro a richio presso il Parco archeologico di Naxos-Taormina.
“Dalla deliberazione del Consiglio comunale di Taormina del 16 febbraio 2026, che accoglie la relativa richiesta – si legge in una nota di Aditus -, emerge che la direzione del Parco Archeologico di Naxos-Taormina non intende prorogare il rapporto con il concessionario dei servizi aggiuntivi del lotto ME3 e, nelle more dell’espletamento della procedura di gara in corso ed in fase di ultimazione, sarebbe orientato a gestire in house il servizio di biglietteria del Teatro Antico di Taormina presso i locali del Palazzo dei Congressi”.
“Il Teatro Antico di Taormina – prosegue il documento – è stato il sito archeologico più visitato nel 2025: con oltre un milione di visitatori, si è confermato il principale attrattore del turismo culturale siciliano, superando anche la Valle dei Templi di Agrigento. Oltre alla biglietteria, i servizi essenziali al visitatore comprendono audioguide, visite guidate e gestione informatizzata del controllo accessi, elementi ormai centrali in un’offerta culturale moderna e strutturata. Secondo quanto prospettato, dal mese di maggio 2026 tali servizi verrebbero interrotti e la sola biglietteria on site verrebbe gestita direttamente dal Parco con l’impiego del personale di custodia. Si tratta di lavoratori con mansioni di vigilanza, non qualificati per il servizio di front office turistico e privi di una formazione specifica per l’accoglienza dell’utenza internazionale, attività ben diverse da quelle per cui sono stati assunti. Di conseguenza, lavoratori professionalmente qualificati, dipendenti dell’attuale concessionario, perderebbero il posto di lavoro non soltanto presso il Parco di Naxos-Taormina, ma anche presso il Parco Archeologico di Tindari e il Parco Archeologico delle Isole Eolie, con evidenti ricadute occupazionali sul territorio”
“La scelta di smantellare un sistema integrato di servizi – prosegue la nota – rischierebbe di riportare l’organizzazione a un modello minimale, limitato alla mera emissione del titolo di accesso. Inoltre, lo spostamento del punto biglietteria rispetto al controllo ingressi potrebbe incidere sull’efficacia della verifica dei titoli, con possibili ripercussioni anche sul piano erariale. La frammentazione dei servizi comporterebbe inoltre un peggioramento dell’offerta qualitativa: verrebbe meno la pianificazione integrata; si interromperebbero i rapporti con guide turistiche, tour operator e scuole costruiti nel tempo e si perderebbe continuità gestionale. Sul piano occupazionale, poi, oltre alla perdita del posto di lavoro, l’assenza di una proroga tecnica metterebbe a rischio l’applicazione della clausola sociale, riducendo in modo significativo le possibilità di riassorbimento dei lavoratori da parte del futuro concessionario”.
“È opportuno evidenziare – per Aditus – che il personale attualmente impiegato nei servizi aggiuntivi è composto da professionisti con comprovata esperienza nel settore dei beni culturali, dell’accoglienza e della gestione dei servizi al pubblico. Nel corso degli anni tali lavoratori hanno maturato competenze specifiche nella gestione informatizzata dei flussi, nell’assistenza all’utenza nazionale e internazionale e nel coordinamento con operatori turistici e istituzioni scolastiche, contribuendo in maniera determinante alla crescita qualitativa e reputazionale del sito. In assenza di un provvedimento di proroga tecnica e di formali smentite rispetto all’indirizzo prospettato, la società concessionaria sarà costretta, entro il 1° marzo 2026, ad avviare la procedura di licenziamento collettivo del personale attualmente impiegato nei servizi. Tale evenienza costituirebbe una conseguenza diretta della mancata continuità amministrativa e determinerebbe un grave impatto occupazionale e sociale, le cui responsabilità sarebbero riconducibili alle scelte organizzative adottate”.
“Alla luce di quanto sopra – conclude Aditus – appare necessario l’intervento del Prefetto di Messina affinché, nell’ambito delle proprie competenze a tutela dell’ordine pubblico economico e della stabilità sociale del territorio, scongiuri quanto prospettato e imponga il mantenimento della proroga tecnica fino al tempo strettamente necessario e utile al subentro del nuovo concessionario in procinto di individuazione a seguito delle operazioni di gara in fase di ultimazione e come, di fatto e di norma, avviene in tutti gli altri Parchi regionali, e ciò al fine di garantire così continuità dei servizi, tutela occupazionale e correttezza amministrativa”.


