HomePoliticaA Taormina la riorganizzazione del personale comunale sembra la B-Zona di Canà

A Taormina la riorganizzazione del personale comunale sembra la B-Zona di Canà

TAORMINA – Lunedì scorso una riunione di maggioranza al palazzo municipale di Taormina ha sancito una nuova riorganizzazione del personale comunale ad opera dell’Amministrazione targata Cateno De Luca. Stavolta si tratta di una rimodulazione decisamente molto più significativa delle precedenti, perché nel frattempo sono nate nei mesi recenti le partecipate e le nuove aziende bisogna cominciare a dotarle di personale per farle funzionare. La trama si svilupperà anche passando per le procedure esterne di assunzione, con l’ente che comunque qualche “ingessatura”, con relativi paletti, dovrà ancora osservarla sino al 31 dicembre di quest’anno per gli strascichi del (dopo) dissesto. Poi si potrà andare nudi alla meta, senza freni.

Facciamo un passo indietro e rileggiamo le parole del sindaco Cateno De Luca: “La Giunta comunale ha approvato sei importanti atti di indirizzo che delineano un nuovo assetto organizzativo e funzionale del gruppo pubblico locale di cui il Comune è proprietario. In buona sostanza è stato dato mandato agli uffici comunali preposti ed agli organismi e società di nuova costituzione, di avviare le procedure selettive di cui ai rispettivi piani di fabbisogno di personale, prevedendo, altresì, il distacco di circa 1/3 del personale a tempo indeterminato (27/30 unità), anche part time, attualmente in forza presso il Comune di Taormina. Per Asm si è deliberato di trasformare la stessa in Taormina Mobilità Spa entro il 31.12.2025, con conseguente cessione della gestione della manutenzione acquedotto e pubblica illuminazione alla Patrimonio Taormina e gestione transitoria del servizio ecologia fino al subentro del nuovo gestore.  Con riferimento al fabbisogno di personale del Comune di Taormina, sono stati incaricati gli uffici di prevedere nel redigendo dup 2026/2028 e conseguentemente, nel bilancio di previsione 2026/2028 e nel piano triennale di fabbisogno di personale 2026/2028, l’assunzione di un dirigente a tempo determinato della Polizia locale, che diventerà il responsabile della costituenda nuova area, una volta cessate le sanzioni accessorie del dissesto finanziario e di almeno 20 agenti di Polizia locale”.

In buona sostanza, l’esempio più eloquente dello scenario che si va prospettando è quello di Asm, che verrà “spacchettata”, con tanto pure di nuovo nome – in ottica Spa – e che manterrà il trasporto urbano, cedendo invece altri servizi, come nel caso della manutenzione acquedotto e pubblica illuminazione alla Patrimonio Taormina Spa.

All’orizzonte c’è il transito di alcune unità lavorative, quindi, alle partecipate. Intanto è già un dato di fatto la ridistribuzione delle unità lavorative in forza agli uffici comunali. Qui è più corretto dire che il balletto del “mettilo lì, spostalo là” è scattato sin dall’estate del 2023, con la rotazione dei dipendenti comunali che vengono spostati da un ufficio all’altro un po’ come fossero una “trottola”. Nell’arco di due anni c’è chi si è ritrovato dalla sede principale di Palazzo dei Giurati alla strada con la pettorina dell’ausiliare, chi è passato dagli uffici centrali al piano di sotto alla Polizia locale e poi agli uffici finanziari, chi ai servizi sociali, e ancora all’idrico e poi di nuovo al Palazzo dei Giurati, ad occuparsi della custodia dei palazzi o magari ancora con la pettorina per la viabilità.

Sicuramente non è mai stata una cosa saggia quella di lasciare le persone imbullonate nello stesso ufficio per 30 anni di seguito, e non ci piove che i posizionamenti in modalità “vita natural durante” debbano essere evitati, a differenza di quanto avveniva in passato. Allo stesso modo suscita non poche perplessità l’esasperazione del turnover con gli avvicendamenti e le rotazioni in modalità “pacco postale” del personale, con alcuni dipendenti che nell’arco di due anni si sono ritrovati a cambiare 3 o 4 volte la loro collocazione. Da un eccesso all’altro. Manca una ragionevole e logica via di mezzo. L’esasperazione dell’intoccabilità e la frenesia del cambiamento continuo, ovvero le due facce della stessa medaglia.

Sembra idealmente di assistere ad una rivisitazione, in chiave amministrativa, della storica B-Zona di Oronzo Canà. Ve la ricordate? “Mentre i 5 della difesa vanno avanti e i 5 attaccanti retrocedono. E così viceversa. E la gente a quel punto pensa: Hanno 5 giocatori in più? No, perché 5 vanno avanti e 5 vanno indietro. E in tutta questa confusione generale gli altri si chiederanno, che sta succedendo? E non ci capiscono più niente”. A quel punto la “bandiera” Speroni risponde a Canà: “Nemmeno noi”.

E allora avanti tutta e niente lamentele. A Taormina, in un Comune che lotta contro atavici problemi di carenza d’organico scatta la “Riorganizzazione del personale, degli uffici e dei servizi. Atto di indirizzo”. La rivoluzione mica può attendere. Dal bordocampo alla scrivania, l’allenatore in prima De Luca detta il modulo e ordina i cambi di ruolo, l’allenatore in seconda (quasi in prima) Massimo Brocato riferisce al segretario generale Giuseppe Bartorilla, che prepara il foglietto, alza la lavagnetta e fa eseguire le sostituzioni. Tizio va all’ufficio x, Caio lo mandiamo al servizio y, Sempronio lo spediamo per strada. Tu in campo, lei in panchina, l’altro ancora assapora la tribuna. Il bene dell’ente prima di tutto. E se qualcuno coglie l’occasione per togliere il disturbo e andarsene anzitempo in pensione è meglio, così la sostituzione potrà avvenire con qualche nuova unità lavorativa. Cercasi new entry rigorosamente non taorminesi, possibilmente allineate e motivate a servire la patria.

Il personale municipale non gradisce questo turnover, impreca e non sa più che santo invocare ma nessuno potrà mai permettersi il lusso di ammettere il disagio perché di questi tempi nessuno ha facoltà di esternare altri umori al di fuori di un clima meraviglioso da miracolo. E d’altronde, al momento, al Comune di Taormina oltre il sindaco c’è soltanto un coro devoto di “voci bianche”, tutti in campo per intonare con entusiasmo la musica decisa dal capintesta. Democraticamente si direbbe: così è (se vi pare), muti e pipa. Deve valere nei vari uffici ma prima ancora per assessori, consiglieri e componenti tutti della maggioranza.

Dal 5-5-5 di Oronzo Canà alla marcia in più di Cateno De Luca. Dalla Iena del Tavoliere al Vate del Nisi, le rivoluzioni esigono metodi differenti dalla normalità, la svolta passa da maniere forti e spesso impopolari. La politica come il pallone, dalla Longobarda alla Trinacria eccola la B-Zona in salsa siciliana. La via maestra per la gloria è puntare dritti al controllo delle cose, applicare il concetto di leadership con il proprio ordine, anche passando per la strategia di una confusione organizzata. Anche questo significa avere una visione strategica. Ed è un ossimoro del tutto e il contrario di tutto che caratterizza questa stagione a Taormina. In fondo è la risacca perfetta del momento che vive la città, con il turismo, da un lato, che spinge sempre più in alto la destinazione e la politica che, invece, vive e interpreta tutta un’altra storia. Una narrazione sospesa tra commedia e realtà.

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