“Basta. Basta con questa politica dove nulla cambia: Meloni al posto di Salvini; Bonelli e Fratoianni al posto di Bertinotti e Pecoraro Scanio. Vi proporremo una politica netta, chiara e trasparente per fare le cose che servono alla Nazione. Il resto è nelle vostre mani. Ho provato a portare il PD sull’Agenda Draghi ma pensano soltanto a dire “Noi siamo i buoni, ci sono i fascisti””. Così Carlo Calenda lancia nuovi strali contro il Partito Democratico dopo la rottura dell’intesa con Azione.
“Ecco che ora che non sono più alleato del PD sono diventato pure io “un fascista”. Contavo i minuti. Funzionava bene questa alleanza con Enrico Letta, clavicembalo ben temperato”, ironizza Calenda dopo il divorzio con i democratici.
“Letta non dica balle, lo sapeva come la pensavo. Ora mi sono stancato. C’è una sinistra incasinata dove c’è dentro di tutto e dall’altro una destra sgangherata con Salvini che va in giro mezzo nudo a Lampedusa in barca, mentre ci sono i migranti, o Berlusconi che dice che farà il miracolo italiano a 90 anni. Bisogna fare le cose di buon senso, come il salario minimo. Il bonus ai 18enni non è una cosa buona per niente”.


