TAORMINA – Dopo tanti (troppi) anni è arrivata la verità sulla morte di Mario Biondo, il cameraman palermitano, che il 22 giugno 2012 aveva sposato al Palazzo dei Duchi di Santo Stefano a Taormina la showgirl e presentatrice Raquel Sanchez Silva, e venne poi trovato morto il 30 maggio 2013 nel loro appartamento in Spagna, nell’appartamento di Calle de La Magdalena.
Biondo non si è suicidato, è stato ucciso e poi è stata realizzata una messa in scena per far credere che l’uomo si fosse impiccato.
“Gli elementi che si traggono dal fascicolo del pubblico ministero ad avviso del giudice smentiscono la tesi suicidiaria e lasciano pensare che Mario Biondo fu ucciso da mani rimaste ignote e successivamente collocato in una posizione atta a simulare un suicidio….e per queste ragioni che ad avviso dello scrivente pur essendo rintracciabile dal fascicolo del pubblico ministero numerosi segmenti probatori che depongono per la tesi omicidiaria sostenuta dagli opponenti, la distanza di tempo dai fatti da cui si procede ha di fatto pregiudicato la possibilità di svolgere delle indagini che avrebbero potuto consentire di individuare gli autori dell’ipotizzato omicidio, per tale motivo ha disposto l’archiviazione del fascicolo”.
E’ uno stralcio della motivazione con cui il gip di Palermo Nicola Aiello ha archiviato l’inchiesta sul decesso di Mario Biondo, cameraman trovato morto nella sua casa di Madrid 9 anni fa. Per i magistrati, in sostanza, non ci sarebbe modo di trovare il colpevole ma non si è trattato di un suicidio. Mario Biondo non si è impiccato e su questo la famiglia di Mario, i genitori, il fratello e la sorella, non hanno mai avuto nessun dubbio e la forza del dolore ma anche l’indignazione per i depistaggi di questi anni, ha spinto i familiari della vittima ad una strenua battaglia che ha portato adesso ad un punto di svolta.
Pur chiudendo il caso il giudice stabilisce, però, che non si trattò di suicidio, bensì di omicidio come rende noto la madre della vittima, Santina Biondo.
Il giovane cameraman è stato trovato impiccato alla libreria con una pashmina legata al collo ma le tante incongruenze della scena hanno dimostrato, attraverso l’azione legale intrapresa da Santina e Giuseppe Biondo (i genitori della vittima) come si sia trattato di una maldestra simulazione di un suicidio che non è mai avvenuto. Ora i familiari di Mario Biondo non si fermano e vogliono la riapertura delle indagini in Spagna. Per questo verrà richiesto l’intervento della Farnesina, l’intercessione del Ministero degli Esteri affinchè la magistratura spagnola riapra il caso e per assicurare così alla giustizia gli assassini di questo ragazzo, al quale – in modo cinico e spietato – è stata tolta la vita a 30 anni, nel pieno della sua giovinezza.


