Si è conclusa con 7 condanne l’inchiesta partita da Monza nel settembre dello scorso anno riguardo l’esame “farsa” di lingua italiana di livello B1 sostenuto dal calciatore uruguaiano Luis Suarez, all’Università per stranieri di Perugia, per ottenere la cittadinanza ed essere tesserato come giocatore comunitario dalla Juventus. Alla fine, come si ricorderà, l’ex attaccante del Barcellona, dopo essere stato ad un passo dalla Juve, si trasferì all’Atletico Madrid.
Gli imputati erano 9 e venivano accusati a vario titolo di corruzione e falso ideologico. La Procura di Monza aveva chiesto condanne fino a 6 anni di reclusione nel processo con rito abbreviato e il Gup alla fine ha disposto 7 condanne e 2 assoluzioni. La condanna più severa è stata di 4 anni e 8 mesi, ad un 30enne legale rappresentante di una cooperativa sociale – convenzionata con un centro studi di Roccadaspide (Salerno), a sua volta convenzionato con l’Università per stranieri di Perugia – abilitata a svolgere esami di lingua italiana di livello A2 e rilasciare la certificazione.
Condanne da 2 anni e 8 mesi sino a 6 mesi sono state inflitte a due esaminatori, una 42enne del salernitano ed un 42enne residente a Milano, nonchè a stranieri accusati di aver fatto da intermediatori nel trovare altri cittadini di Paesi esteri interessati ad una certificazione falsa.


