HomeAperturaAZOV NELLA MANI DI PUTIN MA ZELENSKY RILANCIA: "VINCEREMO NOI"

AZOV NELLA MANI DI PUTIN MA ZELENSKY RILANCIA: “VINCEREMO NOI”

“Non ci sono catene che possano legare il nostro spirito libero. Non c’è occupante che possa mettere radici nella nostra terra libera. Non c’è invasore che possa governare il nostro popolo libero. Prima o poi si vince. Perché questa è la nostra terra”. Così il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nelle ore della resa del battaglione Azov, lancia un nuovo messaggio sulla volontà comunque da parte dell’Ucraina di resistere all’invasione russa.

Non sembrano esserci prospettive confortanti per il battaglione Azov che si è consegnato alle truppe di Mosca. Il procuratore generale russo ha chiesto alla Corte suprema di riconoscere il reggimento ucraino Azov come “organizzazione terroristica”. Lo ha riferito l’agenzia di stampa Interfax citando il sito web del ministero della giustizia russo. La Corte Suprema russa dovrebbe esaminare il caso il 26 maggio.

I combattenti dell’acciaieria Azovstal di Mariupol saranno trattati in linea con le “leggi internazionali”, ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov citato dalla Bbc. Peskov ha rifiutato di commentare lo status delle truppe evacuate e non ha risposto alla domanda se i soldati ucraini saranno trattati come criminali di guerra o come prigionieri di guerra: “Il presidente Putin ha garantito che saranno trattati in linea con le leggi internazionali in materia”, ha dichiarato senza fornire ulteriori dettagli sulla sorte delle truppe evacuate.

Ma nella comunità internazionale sono in tanti a pensare che Mosca non farà sconti agli uomini di Azov: Vladimir Putin non ha intenzione di liberarli, li considera criminali di guerra e potrebbe utilizzarli come strumento di pressione per continuare a portare avanti la propria strategia della tensione.

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