L’ex attaccante e capitano del Palermo calcio, Fabrizio Miccoli, dopo più di sei mesi dal suo arresto, torna in libertà. E’ stato accolto, infatti, il ricorso del suo legale. Il tribunale di sorveglianza ha concesso a Miccoli la misura alternativa dell’affidamento in prova. Il calciatore salentino fu condannato in via definitiva a 3 anni e 3 mesi di reclusione con l’accusa di estorsione aggravata dal metodo mafioso. La vicenda dell’ex bomber rosanero ha fatto discutere molto ma alla fine Miccoli è riuscito a far valere le sue ragioni.
A restituirgli la libertà è stato il tribunale di sorveglianza di Venezia (Miccoli era detenuto nel carcere di Rovigo) che ha accolto il ricorso del suo avvocato, il legale Antonio Savoia. Sulla base dell’affidamento in prova che il Tribunale gli ha accordato, Miccoli potrà tornare ad allenare nella scuola di calcio. Dovrà rispettare alcune prescrizioni come non rientrare in casa dopo la mezzanotte e non frequentare pregiudicati. Miccoli adesso farà ritorno in Salento.
Fabrizio Miccoli, oggi 43enne, nella sua carriera ha vestito le maglie di Casarano, Ternana, Perugia, Juventus, Fiorentina, Benfica, Palermo, Lecce e Birkirkara vincendo una Supercoppa italiana nel 2003 con la Juventus e una Supercoppa portoghese nel 2005 con il Benfica. Ha segnato più di 200 reti in carriera, 81 delle quali con il Palermo, squadra di cui è il miglior marcatore di tutti i tempi, il miglior marcatore in Serie A (74 reti) ed il giocatore con più presenze (164) in massima serie. Con la maglia del Perugia è stato, invece, capocannoniere della Coppa Italia 2002-2003. Dal 2003 al 2004 ha fatto parte della nazionale italiana, totalizzando 10 presenze e 2 reti.


