HomeCultura“Dopo l’esilio si rimane nomadi per sempre”: Bedarida racconta Cagli e la mostra a Taormina (VIDEO)

“Dopo l’esilio si rimane nomadi per sempre”: Bedarida racconta Cagli e la mostra a Taormina (VIDEO)

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TAORMINA – Inaugurata a Taormina, negli spazi di Palazzo Corvaja, la mostra Corrado Cagli: Nostoi. Roma New York Taormina. L’esposizione che avrà luogo sino al 18 ottobre è dedicata a una delle figure più originali e internazionali dell’arte italiana del Novecento, profondamente legata alla città siciliana. Curata da Raffaele Bedarida, con la direzione artistica di Franco Baldasso, la mostra è promossa da Babilonia Centro di Lingua e Cultura Italiana in collaborazione con Archivio Corrado Cagli di Roma, Fondazione Taormina, Comune di Taormina, Fondazione Federico II, Fondazione R. H. Kitson Casa Cuseni, Bard College di New York e Sapienza Università di Roma.

“Questa mostra – spiega il prof. Raffaele Bedarida, curatore della mostra Corrado Cagli: Nostoi. Roma New York Taormina – si concentra sul percorso di Cagli dagli Anni Trenta, nel momento in cui è un astro nascente della pittura italiana, sino poi al suo esilio negli Stati Uniti, quindi essendo ebreo e omosessuale viene attaccato dalla critica più conservatrice. C’è poi il percorso dell’esilio durante la guerra, quando partecipa da soldato americano alle campagne militari in Europa, allo sbarco in Normandia e alla liberazione dei campi di concentramento. Tutto questo viene mostrato attraverso il suo lavoro. Poi rientra in Italia e viene evidenziato il suo rapporto con la Sicilia. Inizia a frequentare Taormina, dove nel 1962 acquista uno studio. Taormina diventa la sua casa. Da qui “Nostoi”, l’elemento del ritorno, come nei poemi omerici”.

“Mai i ritorni di Cagli – evidenzia il prof. Bedarida – sono ritorni impossibili, perché la storia insegna che dopo l’esilio si rimane nomadi per sempre. Nel percorso c’è questa ricerca dell’artista di una nuova comunità e di ricostituire un senso di collettività attraverso l’opera ma anche la consapevolezza della difficoltà di ritrovare in maniera definitiva una patria per come veniva concepita all’inizio”.

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