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Kallas: “Drone a Lipsia ha tratti del terrorismo di Stato, più pressione su Mosca”

Gli attacchi di Lipsia hanno “tutti i tratti del terrorismo sponsorizzato da uno Stato” e impongono all’Europa di interrogarsi su “cosa possiamo fare di più”. Kaja Kallas imprime un tono netto al Gymnich di Wicklow, indicando nella pressione sulla Russia il filo conduttore della risposta europea. “Abbiamo già convocato gli ambasciatori russi, come hanno fatto molti Stati membri”, ha dichiarato l’Alta rappresentante Ue, annunciando che sono già “in preparazione 1.600 designazioni per il complesso militare della Russia e forse ce ne saranno altre da aggiungere”. Nessuna decisione sarà adottata nella riunione informale, ma il dossier sanzioni resta centrale. Per Kallas, il moltiplicarsi delle operazioni ibride “in tutta Europa” rappresenta “un campanello d’allarme per i Paesi che non sono stati così decisi” finora: “Se vogliamo porre fine a questa guerra, dobbiamo concentrare tutti i nostri sforzi”.

Anche la reazione di Berlino viene indicata come modello politico: “È certamente un segnale molto forte”, ha affermato, sottolineando che la solidarietà espressa alla Germania dagli altri partner costituisce “la risposta unitaria che dobbiamo realmente adottare”. Sul fronte ucraino, Kallas denuncia una Russia che “sta intensificando l’escalation, uccidendo civili e provocando quanti più danni possibile”: per questo, ha aggiunto, occorre discutere “come possiamo esercitare maggiore pressione sulla Russia affinché ponga fine a questa guerra”. Ma il confronto di Wicklow investe anche i meccanismi decisionali europei. “Il problema fondamentale che abbiamo è unità contro unanimità”, ha osservato Kallas: nell’attuale scenario geopolitico “dobbiamo essere più agili” e “realmente capaci di reagire alle situazioni che si presentano”.

Sul versante della sicurezza, infine, Bruxelles prepara un’esercitazione congiunta per la protezione delle infrastrutture critiche. Quelle sottomarine sono particolarmente vulnerabili perché “non abbiamo la stessa visibilità che abbiamo per le infrastrutture terrestri”, ma esistono “nuovi strumenti che possiamo utilizzare”, compresi i droni subacquei e le tecnologie sviluppate dall’Ucraina: “Ci sono possibilità di fare di più”.

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