TAORMINA – Prima Castelmola, poi Letojanni e adesso Taormina. Da sabato scorso gli incendi non danno tregua al primo polo turistico siciliano e dietro i vari roghi che stanno interessando questo territorio sembra esserci la reiterata azione dei piromani.
Sono pochi i dubbi sulla matrice dolosa degli accadimenti. Prima lo ha dichiarato apertamente il sindaco di Castelmola, Orlando Russo, che ha definito gli autori, al momento ignoti, di questi gesti “delinquenti, maledetti, mascalzoni”. Oggi anche il sindaco di Taormina, Cateno De Luca, a sua volta, ha definito “chiaramente doloso” l’incendio in corso e ha aggiunto: ” “Chi fa tutto questo si deve immaginare lì all’interno e così sentirà come bruciano sulle carni le fiamme“.
E adesso, mentre prosegue senza tregua la lotta alle fiamme, si fanno largo i primi interrogativi. Per prima cosa, evidentemente, bisognerà accertare e (si spera) trovare chi ha appiccato le fiamme provocando tutti questi danni gravissimi. Ma bisognerà anche capire se c’è la stessa mano dietro questi accadimenti. Si tratta di incursioni “slegate” l’una dall’altra, o potrebbe esserci un nesso? La devastazione che si sta registrando è il frutto di raid organizzati nei tempi e nei luoghi dove partono le fiamme? In sostanza il modus operandi è quello dei “cani sciolti” o si può persino ipotizzare l’inquietante eventualità di una regia dietro ai fatti accaduti?
Una cosa è certa: i piromani non possono continuare a farla sempre franca, lo Stato deve cominciare a fare sul serio e a dare una stretta totale: prevedere pene esemplari, zero attenuanti e niente sconti per chi ritiene di poter causare danni immani con questa estrema facilità e una spregevole disinvoltura. E’ arrivato il momento di dire basta. Ma basta sul serio. Non più con le chiacchiere.


