“L’emergenza Etna ha dimostrato la vulnerabilità del nostro sistema. Dobbiamo prendere atto del problema e provare a risolverlo, evitando che si ripeta nuovamente il caos di questi giorni”. Lo ha dichiarato a TN24 il presidente dell’Associazione Albergatori Taormina, Gerardo Schuler, commentando l’emergenza che ha riguardato nei giorni recenti la cancellazione di numerosi voli su Catania a causa della nuova eruzione dell’Etna.
“I disagi sono stati enormi. Situazioni difficili come questa diventano da sempre un’occasione per fare polemiche e anche sciacallaggio. Tutti diventano tuttologi. A me non piace cavalcare l’onda della contestazione. Turismo significa soprattutto empatia e programmazione. Piena solidarietà va a tutti i gestori aeroportuali siciliani e a tutti i lavoratori aeroportuali che in negli ultimi 8 giorni hanno lavorato sodo e altamente sotto stress. Una media giornaliera di 180 voli su Palermo non è stata cosa da poco”.
“Troppo facile prendersela con i gestori di CTA. È doveroso aggiungere che una grande colpa la hanno le compagnie aeree. Primo perchè non hanno in genere rispettato i loro obblighi di assistere i passeggeri, di riproteggerli su altri voli, di organizzare i transfer gommati fra i singoli aeroporti coinvolti nei dirottamenti (PA-CTA), non hanno fornito i pasti, non hanno fornito le riprotezioni in alberghi etc. Secondo perché molte di loro hanno scelto per giorni di fila di cancellare unilateralmente molti dei loro voli, non per forza maggiore, ma per mero calcolo economico e convenienza operativa, aggravando una situazione già caotica di per se stessa”.
“L’aeroporto etneo è stato riattivato ieri e la svolta di queste ore fa seguito ad una vigilia di Ferragosto che è stata caratterizzata da enormi disagi per tanti passeggeri e visitatori della Sicilia, costretti ad affrontare un’odissea tra arrivi e partenza rimaste sospese o cancellate”.
“Non so se esiste al momento una progettualità risolutiva in risposta all’emergenza che si verifica in concomitanza con alcune, ma non tutte le eruzioni dell’Etna, dipende dai venti – spiega Schuler – al momento non c’è un’alternativa davvero funzionale all’aeroporto di Catania. In realtà ci sarebbero anche Comiso e Reggio Calabria da integrare in un “piano B” ma, come abbiamo visto, tutti i voli sono stati dirottati su Palermo oppure su Trapani, relativamente pochi su Comiso. Comiso, ad un certo punto, è stata chiusa per la cenere vulcanica e quando si verificano queste dinamiche è una decisione inevitabile. Ma deve fare riflettere anche il fatto che ci siano state giornate in cui sino alle ore 12.25 non si registravano atterraggi su Comiso aperto, oppure si contavano nell’arco dell’intera giornata solo 11 voli, inclusi quelli della Dat, la compagnia danese, che garantisce la continuità territoriale con le nostre isole minori”.
“Comiso – conclude Schuler – non sarà la panacea dei mali ma credo possa essere una buona alternativa, da integrare a Palermo e Trapani, e mi chiedo perché non venga utilizzato meglio questo aeroporto, aggiungendo piazzole per gli aerei e implementandone le capacità operative. Ci siamo resi conto che occorre migliorare la pianificazione dell’emergenza e bisogna affrontare il problema confrontandosi, tutti, in modo sereno e costruttivo, al di là delle solite polemiche e strumentalizzazioni ormai scontate che poi non portano mai da nessuna parte”.


