Sarà la coppia formata da Alberto Rimedio e Daniele Adani domenica 19 luglio, a New York, a fare la telecronaca della finale dei Mondiali 2026 tra la Spagna e l’Argentina. La Rai ha deciso di dare fiducia, in particolare, ad Adani, nonostante le polemiche che hanno riguardato l’enfasi dell’ex difensore dell’Inter nei confronti delle gare dell’Argentina di Leo Messi.
Rimedio e Adani sono stati preferiti all’altra coppia, formata da Stefano Bizzotto e Andrea Stramaccioni. La sfida tra Francia e Spagna ha segnato l’addio di Stefano Bizzotto, a quanto risulta vicino a lasciare la Rai. “È stato veramente un onore aver potuto fare questo Mondiale insieme a te Stefano”, le parole che gli ha tributato Stramaccioni.
La Tv di Stato ha deciso di premiare i numeri della semifinale Inghilterra-Argentina, commentata da Rimedio e Adani, che su Rai Uno ha raccolto il 52.3% di share (9 milioni e 447 mila spettatori). Un risultato ritenuto di rilievo dai vertici Rai. Come detto, non sono mancate da più parti critiche ad Adani, “accusato” di non essere imparziale e di aver sostenuto apertamente la Nazionale Argentina con i suoi commenti e le esultanze urlate, con i richiami al mito di Diego Maradona e gli apprezzamenti espressi a più riprese verso Leo Messi.
Durante il collegamento per il programma Notti Mondiali, lo stesso Adani a tal proposito si è difeso e ha spiegato che il suo stile è “genuino”, passione per il calcio che ha voluto “condividere con gli spettatori”.
“L’equilibrio – spiega Adani – significare non cercare la grandezza. Invece la grandezza la ottiene sognando e sognare significa a volte andare fuori giri. Avere il coraggio di strappare, uscire dallo spartito e alzare l’asticella. Cercare qualcosa che possa permetterti di stupire. Noi qui siamo più propensi a contenere l’operato e non esporsi troppo. Si contiene la poltrona, per non metterla in discussione, ci si contiene per tenerla e si fa il giro, si cerca di tenere vivo con l’equilibrio qualcosa che in realtà va scemando come il prodotto calcistico italiano”.
“L’unico senso del mio mandato: avvicinare il calcio alla gente. Col rispetto dei valori, della passione, del linguaggio, della libertà e quindi del calcio vero”, è il pensiero di Adani.


