L’ex ministro della Pubblica Istruzione del Governo Conte, Lucia Azzolina, ha rilasciato un’intervista a Fanpage sulla crisi del carburante e l’ipotesi Dad nelle scuole.
Si parla adesso proprio della didattica a distanza, che fu utilizzata nel periodo dell’emergenza sanitaria, tra le eventuali soluzioni per affrontare la fase critica legata al conflitto nel Golfo e alla chiusura dello Stretto di Hormuz: “Da dirigente scolastica, ma anche da cittadina, non sono per niente d’accordo con questa ipotesi. Maggio è un mese importantissimo: chiude l’anno scolastico, ci sono verifiche, impegni fondamentali. Per gli studenti sarebbe traumatico”, dichiara Azzolina a Fanpage.
“È anche una questione di rispetto per i docenti: con la Dad molti non sarebbero nemmeno nella città in cui insegnano. Diventerebbe tutto molto complicato. Quando c’è un problema reale, la prima cosa a cui si pensa è chiudere le scuole. Perché devono essere sempre i più giovani a pagare il prezzo più alto? È un problema ricorrente, e per me non va bene”, prosegue Azzolina.
“Credo ci siano più rischi rispetto a sei anni fa. Durante la pandemia era necessario, ma i ragazzi hanno sofferto. La socialità è fondamentale”.
Azzolina ha parlato poi dei possibili effetti sui giovani: “Degli hikikomori si parla poco, ma tanti ragazzi vivono già isolati davanti a pc e telefoni. Riportarli alla Dad significherebbe spingerli ancora di più verso quel baratro. Quindi la Dad ci ha salvato in un momento storico difficile, ma deve restare l’ultima ratio. Dobbiamo pensare ad alternative”.


