“L’Inter non doveva finire il campionato quarta ed io esonerato?”. Così Cristian Chivu, con ironia pungente, si toglie qualche sassolino dalla scarpa e mentre vede avvicinarsi lo scudetto, risponde alle critiche di inizio stagione.
“Le prestazioni non sono mai mancate, poi È ovvio che si giudica in base al risultato. Ci proveremo anche domani, mancano 6 partite alla fine del campionato e poi in Coppa vedremo, ma dobbiamo essere orgogliosi di quanto fatto fino a questo momento”.
“Abbiamo sempre cercato di portarlo in campo, per quanto riguarda la consapevolezza dei momenti della stagione. Sempre cercando di adattarci a momenti, partite e ciò che l’avversario propone, che ci spinge ad adattarci. Abbiamo avuto alti e bassi in questo, in alcune partite lo abbiamo capito al volo, in altre ci abbiamo messo di più, qualche volta per le assenze, qualche volta per cali fisici, ma abbiamo sempre dato tutto, così come nelle ultime partite. Poi una volta finite le insidie delle nazionali, tutti si sono calati in questo finale di stagione per quelli che sono gli obiettivi del nostro club”.
“Io miglioro e imparo tutti i giorni. Tutte le mattine mi guardo allo specchio e faccio autocritica, guardo sempre gli errori che combino e spero di non averne fatti troppi. Dal punto di vista professionale e umano, imparo e migliore, anche nell’essere premuroso con i miei ragazzi, sul come parlargli… Spesso devo mettere cerotti, fare due coccole o due abbracci. A volte non è facile gestire le pressioni mediatiche, anche se sappiamo che la negatività vende. Si vive nella cultura dell’imballaggio che disprezza i contenuti. Io devo farli sentire umani e non robot, devo fargli capire che devono solo guadagnare il rispetto dei propri compagni”.


