Si acuisce lo scontro tra Donald Trump e Papa Leone XIV. Alta tensione tra il governo americano e il Vaticano dopo il botta e risposta dei giorni scorsi tra il primo inquilino della Casa Bianca e il Pontefice.
L’amministrazione Trump ha impresso una nuova, drastica svolta nelle politiche migratorie, colpendo stavolta direttamente una storica rete di assistenza religiosa. Il governo degli Stati Uniti ha infatti deciso di interrompere un contratto da 11 milioni di dollari destinato alla Catholic Charities, un’organizzazione non profit legata all’arcidiocesi di Miami. Questi fondi erano vitali per garantire alloggio, cure mediche e supporto psicologico ai minori non accompagnati che varcano il confine, ragazzi che spesso arrivano in Florida portando con sé il peso di traumi profondi e abusi subiti durante il viaggio.
L’arcivescovo di Miami, Thomas Wenski, ha espresso forte preoccupazione per le conseguenze umanitarie di questa scelta, dichiarando apertamente al Miami Herald che, senza il sostegno federale, l’associazione non potrà reggere l’urto economico e sarà costretta a cessare ogni attività entro soli tre mesi. Il rischio concreto è che un servizio di protezione consolidato negli anni venga smantellato in tempi brevissimi, lasciando nel limbo decine di giovani vulnerabili.
Al momento, regna l’incertezza sul destino dei minori attualmente ospitati nelle strutture della Catholic Charities. Non è stato reso noto il numero esatto dei bambini in affidamento né, tantomeno, è stato predisposto un piano chiaro per il loro eventuale trasferimento in altri centri. Questa mossa non solo mette a dura prova i rapporti tra la Casa Bianca e le gerarchie cattoliche, ma solleva interrogativi urgenti su come il sistema di accoglienza statunitense intenda gestire l’incolumità di chi non ha ancora l’età per difendersi da solo.


