HomeItalia - EsteriIsraele avvia le operazioni di terra in Libano

Israele avvia le operazioni di terra in Libano

Le forze armate israeliane hanno annunciato di avere avviato “operazioni terrestri limitate e mirate” contro gli Hezbollah nel sud del Libano. Lo scopo dell’operazione di terra è di “rafforzare la zona di difesa avanzata”, rende noto Idf. Israele punta ad allargare la zona cuscinetto al confine con “lo smantellamento delle infrastrutture terroristiche e l’eliminazione dei terroristi operanti nell’area, al fine di rimuovere le minacce e creare ulteriore livello di sicurezza per i residente del nord di Israele”, fanno sapere le forze armate israeliane.

TRUMP: “FUTURO NEGATIVO PER LA NATO SE NON AIUTA A HORMUZ”

“Chiedo con insistenza di intervenire e proteggere il proprio territorio, perchè è il loro territorio, è da lì che traggono la loro energia e dovrebbero aiutarci a proteggerlo”. Così il presidente Usa, Donald Trump, che è tornato nuovamente a chiedere con insistenza supporto per garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz, una via strategica per il trasporto del petrolio, ritenendo che il futuro sarebbe “molto negativo” per la Nato in caso di rifiuto di assistenza da parte dei suoi alleati.

Trump ha parlato di “un’impresa di modesta entità” perchè le capacità missilistiche e dei droni iraniani sono state “decimate”. In presidente degli Usa ha affermato di avere contattato “circa sette Paesi”, ma che era tropo presto per dire chi si sarebbe fatto avanti.

ARAGHCHI: “DA ISRAELE CRIMINI DI GUERRA”

Il ministro degli Esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi ha definito “crimine di guerra” e “ecocidio” il bombardamento israeliano di depositi e serbatoi di carburante nella capitale Teheran, avvenuto di recente nel contesto del conflitto in corso. In un post sul suo account X, Araghchi ha scritto: “I bombardamenti di Israele sui depositi di carburante a Teheran violano il diritto internazionale e costituiscono ecocidio. I residenti affrontano danni a lungo termine alla salute e al benessere. La contaminazione del suolo e delle acque sotterranee potrebbe avere impatti per generazioni. Israele deve essere punito per i crimini di guerra commessi”. Il ministro ha inoltre ribadito la determinazione dell’Iran a continuare la resistenza, affermando che le forze armate iraniane “combatteranno fino a quando il presidente americano non riconoscerà che la guerra illegittima imposta sia agli americani che agli iraniani è sbagliata e non deve ripetersi”, insistendo sulla necessità di risarcire le vittime. In un’intervista trasmessa domenica dalla rete CBS, Araghchi ha escluso qualsiasi interesse per negoziati con Washington, rispondendo alle dichiarazioni del presidente Donald Trump secondo cui Teheran desidererebbe un accordo per porre fine al conflitto. “Siamo stabili e abbastanza forti. Difendiamo solo il nostro popolo”, ha dichiarato, aggiungendo: “Non vediamo motivo di parlare con gli americani, dato che lo abbiamo fatto quando hanno deciso di attaccarci, e questo si è ripetuto per la seconda volta. Non abbiamo una buona storia nei rapporti con loro”.

Ha inoltre smentito che l’Iran abbia mai chiesto un cessate il fuoco o negoziati: “Non abbiamo mai chiesto un cessate il fuoco, né tantomeno negoziati. Siamo pronti a difenderci per tutto il tempo necessario“. Le dichiarazioni si inseriscono nell’escalation del conflitto tra Iran, Israele e Stati Uniti, con ripetuti attacchi aerei israeliani e americani su infrastrutture energetiche iraniane, inclusi depositi di carburante, che hanno provocato incendi e rischi ambientali. Le autorità iraniane denunciano violazioni del diritto internazionale umanitario e ambientale, mentre fonti occidentali e organizzazioni come Amnesty International invitano tutte le parti a astenersi da attacchi su infrastrutture civili critiche. Non risultano al momento dettagli ufficiali su vittime o entità dei danni a Teheran da questo specifico episodio.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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