HomeItalia - EsteriGarlasco, il lavandino incastra il killer? 7 tracce misteriose

Garlasco, il lavandino incastra il killer? 7 tracce misteriose

La nuova inchiesta su Garlasco prosegue e si avvicina alle risultanze che faranno capire se davvero le cose sono andate come si è deciso a suo tempo nell’iter processuale che ha portato alla condanna di Alberto Stasi o se, invece, l’omicidio di Chiara Poggi è avvenuto in modalità diverse e soprattutto per mano di un altro killer.

Stando alle verifiche in corso, secondo alcune indiscrezioni, starebbe emergendo che l’assassino di Chiara Poggi non ripulì il lavandino né il dispenser: lo dimostrerebbero la presenza del Dna di Chiara e della madre ma anche ed in particolare una foto scattata dagli inquirenti durante il primo sopralluogo. In questa immagine si potevano notare quattro capelli neri lunghi sulla ceramica del lavandino. A chi appartenevano? Il mistero rimane in attesa di una risosta. Quei capelli neri e lunghi sono forse dell’assassino o forse di un eventuale complice nel delitto? I capelli fotografati sul lavandino non sono mai stati repertati.

Uno degli indizi a carico di Stasi sarebbe quello delle sue impronte sul dispenser ma sono state rilevate pure altre sette tracce dattiloscopiche senza attribuzione. Antonio De Rensis, legale di Stasi, sostiene che non vi sarebbe stato il lavaggio del lavandino in quanto sul dispenser erano presenti “incrostazioni di sapone”. Inoltre, sul lavandino erano presenti capelli che, per forza di cose, con un lavaggio sarebbero andati a finire nello scarico e che invece, come detto, erano sulla ceramica del lavandino.

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