Matteo Renzi ha rilasciato un’intervista ad Avvenire: «Meloni rimane una antieuropeista. Bene Draghi, ma gli appelli non bastano più», afferma il leader di Italia Viva.
«Sulla legge di Bilancio le critiche abbondano. La presidente del Consiglio è totalmente priva di una visione e riempie i giornali di promesse che non realizza. Aveva detto «basta tasse» e nel 2026 spenderemo 600 milioni di euro in più al distributore. Aveva promesso un piano casa da 15 miliardi e non ha messo un euro. Aveva garantito agli imprenditori 25 miliardi per i dazi e la manovra ne vale 10, ma per i dazi non c’è un euro. Intanto crescono la pressione fiscale, il debito pubblico, gli italiani che fuggono, il costo della vita e il Governo non fa nulla.»
«Non vedo rischi per la democrazia, ma vedo rischi per il portafogli. Il ceto medio soffre e il crollo delle nascite è impressionante. La Meloni però cerca diversivi. Ecco perché dice che la sinistra è come Hamas e attacca la Schlein quando la segretaria del Pd le risponde a tono. Ma è puro wrestling verbale. La vera domanda che il centrosinistra deve fare agli italiani è: state meglio o peggio di tre anni fa? Gli indicatori economici dicono che i mercati finanziari sono contenti, i mercati rionali no. Utili record per la finanza, povertà delle famiglie mai così alta.»
«Penso che alla fine alle Regionali il centrosinistra avrà preso più voti nel complesso della destra, ma vedremo. Io dico intanto che la vera partita per il centrosinistra è unire alla componente di sinistra una componente centrista. E in questo senso Casa Riformista è la vera novità, con il suo 9% in Toscana e il 4,5% in Calabria. Ora vedremo i risultati della Campania, ma intanto i primi segnali sono incoraggianti.»


