Dopo il voto della Commissione giuridica Ue, che al momento ha confermato l’immunità a Ilaria Salis, l’europarlamentare di Alleanza Verdi Sinistra adesso aspetta l’esito del voto del Parlamento Europeo che il 7 ottobre in seduta plenaria del 7 ottobre deciderà in via definitiva sulla richiesta di revoca dell’immunità, avanzata nei suoi confronti dal governo ungherese. “Ero fiduciosa che i colleghi si schierassero dalla parte giusta considerata la peculiarità della situazione”, ha detto Salis nel corso del programma “È sempre Cartabianca”.
“Credo che il Parlamento europeo prenderà una decisione coerente, ci sono risoluzioni che abbiamo votato a larga maggioranza dove si attesta quello che è il terrificante stato di diritto in cui si trova la democrazia ungherese”, aggiunge Salis, che venne arrestata nel febbraio 2023 a Budapest con l’accusa di aver aggredito tre militanti filo-nazisti durante le celebrazioni per la Giornata della memoria e poi rimasta in carcere per 15 mesi.
“Se l’immunità venisse revocata potrei essere arrestata sul posto perché sarei passibile di un mandato d’arresto”, afferma l’esponente di Avs che sul rischio di vedersi infliggere “oltre 20 anni di carcere in Ungheria” aggiunge Salis, che poi evidenzia: “Sarei sottoposta a una vendetta certa come annunciato più volte sui social da esponenti del governo e da dichiarazioni del primo ministro Orban e del suo portavoce”.


