TAORMINA – Prosegue il giallo non giallo del Ponte Radio della Protezione Civile di Taormina, staccato (da terzi) dal 2 febbraio scorso e sul quale il Comune di Taormina ormai sa tutto ma continua a far finta di niente. Tace e giochicchia, minimizza e non si comprende bene il perché. Mettiamola elegantemente così.
Il consigliere di opposizione Luca Manuli (Progetto Ricostruzione Taormina) era intervenuto il 7 marzo scorso in Consiglio comunale e aveva sollecitato chiarezza. E come si ricorderà scese il gelo in aula, con il presidente del Consiglio, Pinuccio Composto che invitò il sindaco Cateno De Luca (autorità comunale di Protezione Civile) ad intervenire ed il primo cittadino che si affrettò invece a rivolgere lo sguardo verso il vicesindaco Antonio Lo Monaco, lasciando a lui il “cerino” in mano della risposta. “Dovremmo vedere se c’è un ripetitore o qualcosa che è stato staccato, da parte di terzi e non dal Comune. Tutto qui“, disse l’assessore.
E la morale della favola è che, ovviamente, “il ripetitore” (il ponte radio, ndr) della Protezione Civile c’era e c’è. Prima funzionava e da quasi due mesi non più. Così come c’era e c’è, negli stessi locali, pure l’impianto della videosorveglianza del Comune. Due impianti finiti fuori uso entrambi nello stesso momento. Casualità?
Per la videosorveglianza – lo ricordiamo noi – è stato previsto un intervento di ripristino in data 17 marzo scorso, a seguito di una grottesca trattativa “a condizione che”, di cui vi abbiamo già raccontato, con il Comune che si è piegato alle comodità dei “terzi” espresse per il tramite di comunicazioni dei “quarti”. E il Ponte Radio della Protezione Civile? Out, ancora inattivo. E il Comune non ha nemmeno risposto alla nota in cui Radio Valle Alcantara rappresentava la problematica.
Ma “i terzi” sono stati ricercati dal Comune? No. Per meglio dire il Comune ne ha piena contezza e non c’è niente e nessuno da ricercare. Lo certificano gli atti del caso. E se non è stato il Comune a staccare gli impianti e se c’è stata pure “una trattativa”, rimane solo una dinamica, di fatto chiara e conclamata: l’interruzione di pubblico servizio. Con tutti gli annessi e connessi.
Intanto il consigliere comunale Manuli ha fatto una richiesta di accesso agli atti. “Nel Consiglio Comunale del 7 marzo 2025 – spiega Manuli -, alla mia domanda sullo stato del ponte radio della Protezione Civile e del sistema di videosorveglianza comunale, l’assessore Lo Monaco ha liquidato la questione come un piccolo problema tecnico, avvenuto “pochi giorni prima” e facilmente risolvibile”.
“Peccato che, leggendo quanto riportato da TN24, sembri di trovarsi davanti al copione di una soap opera piuttosto che alla gestione di un ente pubblico: un ponte radio spento dal 2 febbraio 2025, da oltre 50 giorni; videosorveglianza comunale fuori uso (forse ripristinata il 17 marzo); nessuna comunicazione ufficiale alla città; dichiarazioni rassicuranti in Consiglio smentite dai fatti”.
“Se non fosse tutto vero, ci sarebbe da ridere. Invece c’è solo da indignarsi – evidenzia Manuli -. Questa situazione solleva seri dubbi sull’attenzione che l’amministrazione riserva alla Protezione Civile e alla sicurezza dei cittadini. Un disservizio così prolungato e una gestione così superficiale non sono accettabili“.
“Per questo – prosegue il consigliere -, il 14 marzo 2025, ho inviato una formale richiesta di accesso agli atti per fare chiarezza. Da allora, silenzio totale. Nessuna risposta. Taormina non può essere trasformata in un set, né i cittadini possono essere spettatori inconsapevoli di una sceneggiata in cui si recitano parti già scritte, mentre la realtà viene nascosta dietro le quinte”.
“La domanda è semplice: chi governa Taormina ha intenzione di affrontare i problemi o di scrivere nuove puntate di una telenovela in cui va sempre tutto bene… tranne la verità? I cittadini meritano serietà, trasparenza e risposte chiare. E noi continueremo a chiederle, ogni giorno”.
E allora Manuli continua ad attendere gli atti ed effettivamente ci sarebbe da ridere se in questa storia non ci fosse da piangere nel vedere come si scherza, con disinvoltura, con la sicurezza della cittadinanza.
Ma gli atti di questa vicenda esistono e in una discreta probabilità del 101% possiamo affermare che verranno fuori: resta solo da vedere se da Levante o da Ponente. Siamo certi, anzi, che quanto prima li trasmetterà al consigliere il segretario generale Giuseppe Bartorilla, professionista che conosciamo da molto tempo prima del sindaco De Luca e della sua Amministrazione. E il segretario, al netto di una stagione politica che impone una certa postura, certamente ha piena consapevolezza che la vicenda del ponte radio (e della videosorveglianza) è un fatto serio e grave. E di fronte a certe dinamiche poi arriva sempre un momento in cui bisogna tirare una riga. Oppure vogliamo continuare a infischiarcene di un ponte radio che serve per le comunicazioni della Protezione Civile nei casi di emergenze, allerta meteo, COC, rischio di terremoti e calamità naturali? No, certo che no.
Spegnere, dopo i ripetitori, pure i riflettori della vicenda e far passare così il principio che impianti sensibili possano essere staccati da chiunque, oppure andare sino in fondo per accertare i fatti e le responsabilità: queste sono le due ipotesi all’orizzonte. Ma la prima opzione è inammissibile. Ed è pure scaduta, come lo yogurt. Con la sicurezza e la vita dei cittadini non si scherza. E non c’è “X Factor” che tenga. Qualcuno continua a giochicchiare e nella vita il gioco è sempre una cosa bella. Ma la cesoia smarrita dal sindaco, e finita in altre mani, alla fine salterà fuori.


