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Salt Bae firma con Statuto. Apre un ristorante di lusso a Milano, poi Taormina? Retroscena esclusivo (VIDEO)

Lo chef turco Salt Bae, al secolo Nusret Gökçe sbarca ufficialmente in Italia. Le indiscrezioni si rincorrevano da tempo e ora le voci diventano realtà. La prima apertura avverrà a Milano dentro Casa Brera, un hotel che fa parte del gruppo Marriott, di proprietà dell’immobiliarista Giuseppe Statuto, proprietario dell’Hotel San Domenico Palace di Taormina. Eccola la firma che sancisce l’accordo tra Bae e Statuto in un video che vi proponiamo a conclusione di questo articolo.

Per intendersi, si tratta di un ex macellaio diventato una celebrità dei fornelli per le bistecche laccate d’oro. “L’apertura a Milano arriverà a Casa Brera in uno storico palazzo novecentesco firmato Pietro Lingeri e restaurato da Paolo Asti con gli interni progettati da Patricia Urquiola, a due passi da Mediobanca”, evidenzia Milano Finanza. “Sono 22 i ristoranti gestiti in tutto il mondo da Salt Bae – ha evidenziato MF -. Si tratta di locali di lusso, eleganti e sofisticati dove una bistecca può arrivare a costare oltre mille euro, come ad esempio la gigantesca Golden Giant Tomahawk venduta a 1.650 euro. Il primo locale è stato creato nel 2010 e ora ha attività sparse in tutto il mondo da Dubai fino a Las Vegas”.

“Finalmente, abbiamo firmato per aprire il nostro ristorante al Casa Brera Hotel di Milano. Congratulazioni, signor Giuseppe Statuto, faremo un ottimo lavoro insieme“, è la dichiarazione di Salt Bae dopo la firma con il patron Statuto.

Lo sbarco di Salta Bae è, dunque, l’ennesimo colpo clamoroso piazzato da Giuseppe Statuto, l’uomo che si è specializzato nelle grandi sfide, ed anche nelle missioni impossibili, come nel caso del “San Domenico”. Correva la primavera nel 2016 quando l’immobiliarista casertano acquistò l’hotel più iconico di Taormina, che da tempo era ormai in crisi, e dovette fare i conti con gli scetticismi dei tanti che profetizzavano che questa operazione si sarebbe rivelata un flop. E invece Statuto ha vinto la sua scommessa con una impressionante prova di forza e di lungimiranza. Nel 2021 ha riaperto – dopo una lunga fase di lavori – il San Domenico e lo ha riportato su livelli stratosferici con l’intuizione geniale della gestione affidata a Four Seasons, valsa nel 2023 la conquista del titolo internazionale di Best Hotel vinto a Las Vegas. E da quel momento Statuto non si è più fermato, inanellando una serie impressionante di operazioni portate a compimento nel mercato mondiale dell’hotellerie. La più recente operazione da favola è l’acquisto per 180 milioni dell’Hotel Cesare Augusto ad Anacapri.

E allora eccola la nuova mossa, che stavolta porta in Italia un top player della ristorazione di lusso. Nusret Gökçe sognava l’Italia: dopo Istanbul, Ankara, Bodrum e Marmaris in Turchia, Dubai, Abu Dhabi e Doha in Medio Oriente; poi Miami, New York, Dallas, Beverly Hills e Las Vegas in Usa e Londra e a Mykonos in Europa, il 2025 segna il momento dell’approdo nel Bel Paese, grazie a Statuto, un re ormai consacrato dell’hotellerie internazionale top class. Un “matrimonio” professionale tra stelle dei rispettivi ambiti, che sembra inevitabilmente destinato ad avere successo.

Salta Bae 3

Da mesi si parlava della volontà di Bae di entrare nel Bel Paese, e dopo l’annuncio su Milano, si attendono sviluppi definitivi su altre aperture che si prospetterebbero a Roma e Napoli. Si apre uno scenario in cui diventa quasi inevitabile accostare Bae all’eventualità di un’apertura anche a Taormina.

Più di una semplice ipotesi. Statuto, tra l’altro, dopo il capolavoro San Domenico, guarda da tempo con attenzione alle opportunità che potrebbero ancora presentarsi sul mercato di Taormina. Si tratta, di riflesso, di una delle piazze in grado di attrarre non poco lo chef turco. La Perla dello Ionio è la meta turistica di riferimento in Sicilia e nel Sud Italia, “terra promessa” dei top brand del lusso che in tempi recenti hanno inteso puntare su questa realtà. E non finisce qui.

Spunta un clamoroso retroscena perché – come appreso in esclusiva da TN24 – nel 2023 ci furono contatti, a cura di un’importante figura imprenditoriale, per proporre a Salt Bae di rilevare la gestione del Mocambo a Taormina e sondare così la disponibilità dello chef turco a farne un ristorante. Poi, come si sa, sul Mocambo è piombato il brand Dolce&Gabbana che ha definito l’intesa con la proprietà e si è assicurato la locazione del locale in Corso Umberto (il bar è stato riaperto nell’estate 2024).

Adesso Salt Bae stringe la mano a Statuto, apre a Milano e poi domani chissà se si spalancheranno anche le porte di quella Taormina a cui, intanto, proprio il proprietario del “San Domenico” ha dato una spinta poderosa e fondamentale per il rilancio del turismo e dell’economia dopo il biennio di crisi pandemica.

Bae viene considerato il “re della carne”, anzi il “Maradona della carne”, e ha cucinato sul serio per Diego Armando Maradona, sotto gli occhi increduli e ammirati del Pibe de Oro. E’ un uomo da 50 milioni di follower, single e con 13 figli, spesso irriverente e anche provocatorio ma che si è costruito un’immagine solida, di rilievo, in tutto il mondo. Non ha mai disdegnato l’opportunità di trovarsi sotto i riflettori ed è riuscito persino ad introdursi nella cerimonia di premiazione dei Mondiali in Qatar del dicembre 2023, al fianco di Leo Messi al termine della finale vinta dai sudamericani contro la Francia.

La tecnica di Gökçe per preparare e condire la carne è diventata un meme virale sulla rete nel gennaio 2017. Ha fondato Nusr-Et, una catena di steak house di lusso. A partire dal 2021, Nusr-Et ha cominciato ad avere filiali in Turchia, Grecia, Stati Uniti, Regno Unito, Emirati Arabi Uniti, Qatar e Arabia Saudita. Il nome della catena di ristoranti deriva dal suo stesso nome e da et, che significa “carne” in turco. Nusret Gökçe è nato in un villaggio nel distretto di Şenkaya della provincia di Erzurum, da una famiglia curda. Suo padre, Faik, era un minatore. Le finanze della famiglia lo costrinsero a lasciare la scuola in sesta elementare (all’età di 11-12 anni) per lavorare come apprendista macellaio nel quartiere Kadıköy di Istanbul. L’abilità con i coltelli e la prossemica scenografica che accompagna la sua gestualità mentre sala la sua carne alla fine della lavorazione, lo hanno reso celebre in ogni parte del pianeta. Gustare una singola bistecca in uno dei suoi locali può costare davvero tanto e superare anche i 600 euro per pezzo.




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